Cose preziose (1993)

Cose preziose_0bisNel periodo più prolifico di adattamenti di romanzi di Stephen King, il regista Fraser C. Heton, figlio dell’attore Cherlton e di mamma Lydia Clarke, riuscì a farsi affidare la novella Needful Things (Cose preziose anche il titolo italiano del libro) dalla New Line Cinema e la Castle Rock Entertainment. Nel cast figurano attori di spicco a partire da Ed Harris e Max Von Sydow, passando per la bella Bonnie Bedelia, J.T. Walsh, Amanda Plummer (candidata ad un Saturn Award), Don S. Davis, Duncan Fraser e Ray McKinnon. Il film, che esordì nelle sale in tardo agosto 1993, non ottenne un enorme successo ma grazie al mercato home-video potè godere di un rincalzo economico importante. Per il regista Heston le cose non andarono comunque bene: dopo il deludente film avventuroso Alaska del 1996 (nel cast anche papà Charlton), la carriera del cineasta si interruppe.

Cose preziose_1

Castle Rock: l’arrivo di Leland Gaunt e l’apertura del negozio “Cose Preziose” suscita la curiosità degli abitanti del luogo: il negozio sembra realizzare i sogni di tutti coloro che cercano disperatamente un qualsiasi oggetto. Quando si accorgono che non possono pagare il prezzo richiesto, il proprietario inizia ad esigere un “favore”, che si traduce in qualche dispetto a qualche abitante del paese. Ben presto però questi scherzi cominciano a diventare pericolosi e tragici e la città finisce nel caos. Lo sceriffo Alan Pangborn, che nel negozio non ha preteso o desiderato nulla, sembra l’unico immune alla frenesia dei suoi concittadini e scopre che dietro al vecchio si cela il Diavolo stesso, che viaggiando di città in città, apre negozi e vende immaginari oggetti e mette gli abitanti uno contro l’altro…

Sebbene ci siano alcune differenza con il libro del maestro del brivido e per quanti difetti di fabbrica possa mostrarci, c’è da dire che Cose preziose è certamente un film divertente. A causa della presenza del Diavolo in persona (un brillante e irriverente Max Von Sydow), il genere del film deve essere necessariamente horror, ma a conti fatti, grazie alla sua anima nera e pungente potrebbe anche essere catalogato in commedia, ma sfido chiunque nel farlo. Heston non è sicuramente quel mattacchione di Romero (La metà oscura, 1992), certamente non è John Carpenter Cose preziose_3(Christine – la macchina infernale, 1983) o David Cronenberg (La zona morta, 1983), figuriamoci paragonarlo a Kubrick (Shining, 1980) e infatti i risultati si notano nella troppo marcata differenziazione di scenari, tra un montaggio che arranca spesso e dei dialoghi che tutto sommato non sono potenti. La scena è quasi tutta per Von Sydow, che professionalmente parlando ruba spesso l’attenzione rispetto al pur sempre bravissimo Ed Harris, troppo schiavo del suo personaggio “normale” per mettere in difficoltà una vecchia volpe della recitazione. Elegante il lavoro di Tony Westman alla fotografia tra una serie di inquadrature inquietanti e le splendide cartoline del maestoso paesaggio delle scogliere del Maine in pieno autunno (stagione musa ispiratrice per King) è una meraviglia per gli occhi. Il punto di forza maggiore di questa pellicola è, con mio modesto parere, l’inimmaginabile contrasto che si crea fra i quadri naturali dipinti di rosso e giallo del fogliame nel primo vero freddo dell’anno e la gente che sporca la propria anima accettando i regali dell’elegante Sig. Gaunt, mettendo in gioco la propria anima e portando pian piano l’inferno sulla Terra, Cose preziose_2un modo vagamente moderno di giocare con l’Apocalisse. La dolcezza del paese che profuma di torta alle mele (sì, si tende a strizzare più volte l’occhio a Twin Peaks) si scontra con momenti di efferata violenza che Heston non si fa scappare e il gioco funziona. Cose preziose non è un modello di cinema da prendere in considerazione se si vuole insegnare regia ma ha grinta da vendere, furbescamente profondo e molto fruibile. Se vi imbattete in questo titolo, non cliccateci necessariamente su, ma segnatelo da qualche parte…un giorno potrebbe risultarvi utile. 7-

★★★✬☆

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