The fog (1980)

The fogStonehenge, 1977. Il giovane regista John Carpenter e la sua cara amica Debra Hill, la quale diventerà sua compagna dopo alcuni anni, si trovano di fronte al misterioso cerchio di pietra perchè nei giorni recedenti avevano partecipato al London Film Festival. Durante la loro visita vengono assaliti da una fitta nebbia proveniente probabilmente dall’oceano o dalla brughiera. Il regista confidò alla sua collega: “Ti immagini se da quella nebbia uscissero delle entità oscure, come se queste si muovessero grazie alla nube?” Con questa idea è iniziato il concepimento di The Fog, un film catalogato come B-movie, ma che con il tempo si è ritagliato un posto nei cult horror d’epoca e in seguito un vero classico. Dopo il successo di Halloween (1978), Carpenter e Hill si dedicarono alla creazione di un soggetto interessante e, grazie al coinvolgimento di un buon cast di attori tra cui le già collaudate Jamie Lee Curtis e Nancy Loomis, iniziarono le riprese nella primavera del 1979. Nel cast troviamo anche degli ottimi attori, a partire da Hal Holbrook e Janet Leigh (mamma di Jamie Lee Curtis e storica prima vittima di Norman Bates), i quali fanno compagnia a Tom Atkins, attore feticcio di Carpenter proprio come la Curtis e la Loomis, e la gradita presenza di un veterano come JOhn Houseman. The fog ebbe un buon successo al botteghino, incassò infatti una 30 di milioni dollari contro una spesa di soli 900mila, divenuti poi 1.1 milioni per delle ulteriori riprese in post-produzione per aumentare il livello di tensione, sangue e soprattutto durata complessiva.

21 aprile 1980: San Antonio Bay è in procinto di festeggiare il centenario di fondazione della città quando, a mezzanotte in punto, iniziano ad accadere strani fatti, come fenomeni di poltergeist, di elettromagnetismo e lo sterminio raccapricciante dell’intero equipaggio di un peschereccio dopo essere stato completamente avvolto dalla uno strano banco di nebbia. Il prete della città, Padre Malone, scopre, la notte stessa, celato in una parete della sua chiesa, un diario dove suo nonno ha confessato un fatto tenuto segreto agli attuali abitanti di Antonio Bay. Il diario rivela che, nel 1880, i sei fondatori della città (fra cui egli stesso) avevano fatto intenzionalmente affondare la Elizabeth Dane, un veliero guidato da un tale di nome Blake su cui viaggiava un gruppo di lebbrosi che volevano stabilirsi in una colonia vicino a San Antonio Bay. The fog_2Per realizzare il loro intento, i sei avevano attirato la nave verso un gruppo di scogli usando un fuoco di bivacco come segnale guida ingannevole, mentre sulla zona gravava una fitta nebbia. A seguito dell’affondamento del veliero e della morte di tutto il suo equipaggio, i sei ne avevano depredato l’oro che si trovava a bordo, allo scopo di proseguire con la costruzione della cittadina e della chiesa. Ora, a cento anni di distanza, la nebbia assassina è tornata, portando con sé i fantasmi dell’equipaggio del veliero e quelli dei lebbrosi ingiustamente uccisi, con lo scopo di uccidere sei persone, in rappresentanza dei sei cospiratori che cent’anni prima avevano tramato contro di loro…

The fog è certamente una classica genuina storia di fantasmi, tornati dall’oltretomba per vendicarsi di chi li ha traditi. Grazie ad un lavoro eccellente di Dean Cundey, il film acquista una valenza superiore a quella effettiva, perché senza fare troppi giri di parole si tratta di un film di serie B diretto da un grande regista. La trama, in effetti, è l’anello debole della pellicola poiché non racconta nulla di straordinariamente innovativo, ma si appoggia sulla capacità di un cast tecnico che ha saputo fare squadra, anche andando a usufruire di mezzi antiquati ma sempre validi. Non potendo garantire una quantità massiccia di effetti speciali, Carpenter fa anche affidamento all’atmosfera e alla musica (come quasi sempre composta da lui), trasformando la pellicola più in un thriller che in un horror se non fosse per il fattore soprannaturale. The fog_3Il regista, in seguito, commentò di non essere mai stato soddisfatto del film, probabilmente a causa delle numerose difficoltà riscontrate dovute ad un basso budget, con conseguente nuovo materiale girato e ritardo in fase di montaggio. A mio giudizio è un horror piacevole, sicuramente non un capolavoro e, ci mancherebbe altro, non il miglior film di Carpenter. Nel 2005 venne realizzato il remake, diretto dal regista inglese Rupert Wainwright e prodotto da Carpenter e Debra Hill, film senza grandi aspettative ma nemmeno da gettare al cassonetto.

★★★☆☆

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