The Jackal (1997)

The jackalTratto dal meraviglioso romanzo di Frederick Forsyth e, a tutti gli effetti remake de “Il giorno dello sciacallo” diretto dal maestro Fred Zinneman, The Jackal di Michael Caton-Jones è il film che vede per la prima e unica volta Bruce Willis recitare assieme a Richard Gere, due sex symbols degli anni 80 e 90. Il film fu non soltanto un buon successo commerciale, ma assieme a Il mondo perduto – Jurassic Park, ridiedero lustro alla quasi fallita Universal Pictures, in crisi da qualche tempo a quella parte. Nel cast troviamo il talentuoso Sidney Poitier, decisamente invecchiato rispetto a “Indovina chi viene a cena”, ma in forma smagliante, la bravissima Diane Venora e il futuro premio Oscar J.K. Simmons. Spazio anche per un giovane Jack Black. Uscito nelle sale statunitensi nel novembre del 1997, The Jackal incassò ben 165 milioni di dollari contro un budget di 60. Secondo alcune fonti, i due attori principali non hanno mai legato amichevolmente sul set, ma dalle interviste rilasciate negli speciali del backstage hanno negato entrambi la cosa. Le voci su litigi e quant’altro furono dovute alla difficoltà della produzione nel determinare chi fosse il primo nome del cast e per il fatto che sul set i due si sono incontrati solo per due giorni.

A Mosca, agenti dell’FBI collaborano con l’Ministero degli affari interni della Russia per sgominare una organizzazione della mafia russa; durante un raid, uno dei presenti sta per sparare all’agente federale americano Carter Preston, ma viene freddato dal maggiore Valentina Koslova dell’MVD. Il morto era fratello del capo dell’organizzazione, che vuole vendicarsi ad ogni costo; così incarica i suoi uomini più fidati di rintracciare un sicario tra i più abili nell’ambiente. Il prescelto è the Jackal (lo Sciacallo), un misterioso ed infallibile killer professionista, abilissimo nel non lasciare tracce dietro di sé; il capomafia russo lo ingaggia per uccidere due persone (che non vengono mostrate allo spettatore); sapendo che una volta fatto il lavoro sarà ricercato ovunque e dovrà sparire per sempre, l’assassino chiede una cifra molto alta: 70 milioni di dollari. The jackal_2Quando l’MVD riesce a catturare uno degli uomini che avevano cercato Jackal, durante l’interrogatorio salta fuori il nome del killer, però mancano i dettagli sui bersagli; l’agente Preston e il maggiore Koslova ritengono che essi siano la stessa Koslova (che ha ucciso il fratello del boss) e il direttore dell’FBI (che ha appoggiato l’operazione congiunta). Per fermare il killer prima che compia la sua missione, i due poliziotti si ritrovano costretti a cercare chi ha avuto contatti con il killer in passato; tra i nomi più probabili c’è Isabella Zanconia, una separatista basca ormai sparita da anni; la donna ha rinunciato alla politica e alla lotta armata e si è costruita una famiglia; per trovarla, Preston e la Koslova vanno a parlare con il suo ex ragazzo, l’ex terrorista dell’IRA Declan Joseph Mulqueen, ora rinchiuso in carcere; Declan si rifiuta di coinvolgere Isabella ancora e si offre al suo posto, poiché anche lui è una delle poche persone ad aver conosciuto Jackal e quindi capace di riconoscerlo. Nonostante tutto, Preston insiste per parlare con Isabella, e Declan acconsente a patto che la donna sia tenuta fuori dalla caccia; parlando con il maggiore Koslova, Isabella dichiara di averlo conosciuto in un campo d’addestramento in Libia, e lo descrive portando Declan come controesempio: l’irlandese era pieno di fuoco ma nonostante tutto non andava oltre certi limiti (non ha mai fatto attentati contro obiettvi civili o provocato stragi per spargere terrore), mentre Jackal era già allora freddo ed impassibile, praticamente privo di emozioni. Tra un inseguimento e l’altro attraverso il Nordamerica, presto i tre scopriranno che rintracciare Jackal è un’impresa quasi impossibile, vista la sua abilità nel cambiare continuamente identità e nascondere le proprie tracce; Jackal è inseguito anche da terroristi ed altre organizzazioni a cui ha pestato i piedi. Intanto Declan e Valentina Koslova si avvicinano nonostante le differenze; l’ex terrorista spiega ad un certo punto che per lui è una questione personale: The jackal_4Jackal sparò a lui e Isabella anni prima, colpendo la donna al ventre e uccidendo così il bambino che portava in grembo. Ottenuta la vendetta, Declan vuole sparire sfruttando una chiave datagli da Isabella, che apre un armadietto con un passaporto pulito e contanti, piazzati lì all’epoca dell’arresto di Declan da suoi amici che affidarono la chiave ad Isabella. Dopo vari tentativi di neutralizzazione dello Sciacallo, quest’ultimo, dopo aver assassinato il suo armiere e l’uomo che lo ospitava (il killer si era finto gay per corteggiarlo e farsi invitare a casa sua, in modo da usarla come base non rintracciabile) scoverà Koslova e la ucciderà a sangue freddo, insieme all’agente FBI Witherspoon. Da una frase che Jackal ha sussurrato alla Koslova affinché la riferisse all’irlandese e da un servizio televisivo, Declan intuisce che il vero obiettivo del sicario non è il Direttore dell’FBI, bensì un’altra persona…

The Jackal è un film d’azione che basa le sue fondamenta principalmente sull’inedito confronto tra i due attori, tutto il resto è un contorno non così saporito come sembra. In fin dei conti si tratta di un remake di un film nemmeno così datato per l’epoca (1973). Mentre il personaggio oscuro ed enigmatico interpretato da Willis è piacevole per la sua cattiveria, freddezza e professionalità, quello di Gere è fiacco e poco incisivo (alcuni lo definirono volgarmente gay). Il ritmo, per tutta la durata del film, viaggia a corrente alternata e non appaga mai lo spettatore, il quale avrebbe voluto uno studio più approfondito dei personaggi, Declan in primis. Quello che avrebbe dovuto essere un valido avversario della memorabile “Sfida” The jackal_1tra i mostri sacri Al Pacino e Robert De Niro nel film di Michael Mann del 1995, si sfalda continuamente come una pasta frolla mal riuscita. In tutto ciò va sottolineata una violenza gratuita in scene prive di originalità. A discapito di numerose falle però ci sono due validissime spalle come Venora e Poitier ed una originale colonna sonora (Carter Burwell), nonché l’interessante fotografia del tedesco Karl Walter Lindenlaub. Per il resto sembra tutto privo di vero interesse, con una sceneggiatura che non ha davvero nulla di interessante. Zero suspance, zero interesse. Caton-Jones alla fine fa la figura di pedina della produzione ed esegue senza apportare alcun idea ad un blando film d’azione che ha la pretesa di apparire speciale. Il film di Zinneman merita tutto il rispetto, questo remake è altamente trascurabile.

★★☆☆☆

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