Il signore degli anelli – Le due torri (2002)

142_bigNessun cambio della guardia alla regia, a differenza di quanto è capitato negli episodi di Star Wars, stesso cast e new entry portano il secondo atto de Il Signore degli anelli su un piano superiore, dai connotati più gotici e grigi, dove la favola lascia il posto alla prima parte della guerra. Il neozelandese Peter Jackson ci riporta nella Terra di mezzo, nuova tana dei nerd del XXI secolo e adattamento cinematografico che ha ridato nuovo lustro alle pubblicazioni di Tolkien. Il film in questione è uscito nelle sale italiane il 18 gennaio 2002 dopo la prima statunitense durante le festività natalizie, pellicola che ha incassato un miliardo di dollari, dieci volte la spesa iniziale.

La storia riprende dopo la fine della prima parte, La Compagnia dell’Anello.

Durante la marcia verso Mordor, Frodo e Sam si accorgono di essere seguiti e decidono di tendere una trappola al loro inseguitore. Una notte lasciano che Gollum si avvicini loro alla ricerca dell’Anello per poi catturarlo dopo una piccola battaglia strappandogli la promessa di essere accompagnati a Mordor in cambio della libertà.

Ad Isengard Saruman crea sempre più Uruk-hai per la guerra contro Rohan e stringe nuove alleanze con gli uomini delle montagne per farli combattere al suo fianco e convincendoli a razziare le terre del Mark attaccando i villaggi e uccidendone tutti gli abitanti. two-towers-sam-frodo-gollumIn uno dei tanti scontri tra Rohan e le forze di Saruman, Théodred, figlio del re Théoden, rimane ferito gravemente per poi essere ritrovato dal cugino Éomer in fin di vita e condotto a Edoras. Qui Éomer è cacciato da Rohan dopo uno scontro verbale con Grima Vermilinguo in cui il nipote del re manifesta i suoi sospetti verso di lui: infatti, in segreto, Grima lavora per Saruman e ritiene pericolosa la vicinanza di Éomer al re (ormai assoggettato al potere dello stregone bianco). La cacciata di Éomer lascia la sorella di quest’ultimo, Éowyn, inerme e indifesa alle trame del viscido consigliere dello zio.

Nel frattempo il gruppo di Uruk-hai che hanno rapito Merry e Pipino si unisce ad alcuni Orchiprovenienti da Mordor che vorrebbero portarli da Sauron ma, invece, si vedono costretti ad accompagnare verso Isengard i loro più forti simili. Giunti sul limitare della foresta di Fangorn, gli Orchi si fermano per una pausa e cominciano a litigare sulla sorte degli Hobbit (che alcuni vorrebbero divorare). La lite degenera finché essi non vengono interrotti dai cavalieri comandati da Éomer che li trucidano.

Aragorn, Legolas e Gimli, sulle tracce degli Uruk-hai, incontrano Éomer e la sua banda per avere informazioni sui rapitori degli Hobbit. Questi ultimi riferiscono loro che gli Uruk sono stati completamente distrutti e che non c’erano sopravvissuti. imagesA questo punto, senza nessuna speranza, i tre si recano sul luogo dello scontro e, grazie alle abilità di Aragorn, capiscono che gli Hobbit, nella confusione generale, si sono salvati rifugiandosi nella foresta di Fangorn. Entrandovi aspettandosi di trovare gli Hobbit, i tre invece incontrano improvvisamente Gandalf, che credevano ormai morto dopo lo scontro con il Balrog avvenuto sul ponte di Khazad-dûm: lo stregone si presenta nelle vesti di capo degli stregoni a seguito sia del tradimento di Saruman sia della sconfitta del Balrog, con il nuovo titolo di Gandalf il Bianco. Con questo incontro lo scopo dei tre guerrieri cambia radicalmente: Gandalf, infatti, suggerisce ai tre di non seguire le tracce dei due Hobbit, poiché li ha messi sotto la protezione di Barbalbero, un Ent della foresta, e riporta la loro attenzione su un problema più grande: la guerra che sta per colpire Rohan. I quattro devono raggiungere il re di Rohan e risvegliarlo dall’incantesimo di Saruman, che l’ha intorpidito nel corpo e nella mente e reso incapace di agire, per convincerlo a organizzare una difesa contro l’esercito di ferocissimi Uruk-hai che si avvicina sempre più per distruggere Rohan.

Gollum, Frodo e Sam, dopo aver superato le Paludi Morte e raggiunto il Nero Cancello di Mordor, non riescono a entrare e riprendono il viaggio per un’altra via, nota solo a Gollum. Durante una sosta s’imbattono in un esercito di Haradrim diretti a Mordor per preparasi alla guerra, insieme a due enormi creature: gli Olifanti. Non si accorgono però della presenza degli uomini di Gondor capitanati dal giovane Faramir, che attaccano e massacrano l’esercito nemico per poi catturare Frodo e Sam, ritenendoli delle spie. Dopo la cattura sono condotti in un rifugio all’interno di una cascata (la cosiddetta “Finestra che si affaccia a Occidente”) usato come base per i movimenti delle truppe di Gondor. Frodo rivela a Faramir di essere partito da Gran Burronecon altri sette compagni, tra cui Boromir. Faramir allora rivela ai due Hobbit di essere il fratello di Boromir, e informa Frodo e Sam della sua morte, lasciandoli sconvolti. Gollum, sfuggito alla cattura dei Gondoriani, è sorpreso da Faramir mentre s’immerge nello stagno proibito vicino al loro rifugio in cerca di pesci.lotr-tttowers A questo punto è fatto chiamare Frodo per decidere della sua vita, e l’hobbit sceglie di aiutare i soldati di Gondor a catturarlo. Durante l’interrogatorio Gollum svela il segreto dell’Anello e Faramir decide di tenerlo per sé e donarlo a suo padre, sovrintendente di Gondor, soprattutto per dimostrare il suo valore di fronte al genitore.

Risvegliato re Théoden dall’incantesimo di Saruman e cacciato Grima da Édoras, i compagni riescono a convincerlo a muovere guerra contro le forze dello stregone bianco, e il re decide di rifugiarsi al Fosso di Helm per affrontare i nemici, così tutti gli abitanti e i cavalieri di Rohan abbandonano la città per recarsi alla fortezza costruita sopra il fosso. Gandalf, invece, lascia i profughi dirigendosi a nord a cercare rinforzi. Durante l’esodo, Vermilinguo torna da Saruman e lo informa di questi progetti, e così il malvagio stregone decide di mandare una squadra di mannari selvaggi, capitanati dall’Orco Sharkû, per attaccarli. Nello scontro sono vittoriosi gli uomini di Rohan, ma Aragorn cade in un burrone, trascinatovi da un mannaro. Dopo la battaglia, i sopravvissuti raggiungono il Fosso di Helm, dove cominciano a barricarsi per l’imminente scontro con le forze di Saruman…

Potente, epico e visionario. C’è ben poco da dire sulle scelte di una mente raffinata (ma limitata al sottogenere) come quella di Jackson. Le due torri inizia dove i fatti de La compagnia dell’anello erano terminati, ma il neozelandese, una volta presentati accuratamente i suoi personaggi nel primo atto, da sfogo al suo nerdismo mostrando una parte più complessa e meno avvincente, dando spazio a intrighi di palazzo, strategie belliche ed eserciti in movimento, un’entità quest’ultima che diventa personaggio a tutti gli effetti e che sarà protagonista da qui fino al termine del terzo ed ultimo atto. Oltre ai personaggi di Theoden, Faramir e Eowyn ecco l’entrata in scena di Gollum, magistralmente interpretato in digitale da quel sottovalutato attore che è Andy Serkis: Gollum/Smeagol è il personaggio più riuscito di questo film e probabilmente dell’intera avventura, capace di provocare nello spettatore disgusto, simpatia, pena, orrore e sadismo contemporaneamente.9c4342867d64dc230f7c2b7cb8fc84f8 La musica di Howard Shore, meravigliosa come sempre, non convince come nel primo film ma solo per questione di sceneggiatura più cupa e meno paesaggistica dove l’assenza di Enya si sente molto: in compenso la traccia di venti viole che intona a Gondor è straordinaria. Va necessariamente elogiata la fotografia di Andrew Lesnie, più articolata rispetto ai colori vivi del primo film, in cui il grigio diventa un colore dominante, esplosivo in tutta la sua essenza. C’è la tanto amata battaglia del Fosso di Helm, entrata di prepotenza nella storia per la durata complessiva di 82 minuti e per il montaggio di alta classe (Michael J. Horton e Jabez Olssen). Peccato che il personaggio di Gandalf (un immenso Ian MacKellen) si veda di meno rispetto al primo film ma anche in questo caso è colpa della storia la quale costringe l’occhio dello spettatore a concentrarsi su più fronti, dove i personaggi sono invischiati in diverse situazioni. Le due torri non regala nulla di nuovo dal punto di vista della qualità, ma non perde neanche il passo, dimostrando coraggio per scelte che solo con una sola visione possono apparire discutibili.

★★★✬☆

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