Il ragazzo che sapeva volare (1986)

Il ragazzo che sapeva volareIl percorso di un cinefilo nostalgico passa periodicamente per dei titoli di film persi nel tempo, spesso queste pellicole vengono resuscitate dal baule dei ricordi dove si sono lasciate le videocassette che nel corso degli anni hanno aspettato solo di essere pulite della polvere accumulata ed essere riviste ancora una volta. Il regista Nick Castle (Giochi Stellari, Dennis la minaccia), lo storico primo Michael Myers della serie Halloween, regala al pubblico quella che potrebbe essere definita la sua migliore pellicola: un piccolo capolavoro interpretato da Jay Underwood, Lucy Deakins, Bonnie Bedelia, Fred Gwynne, Jason Prestley e il piccolo Fred Savage. L’anno è il 1986, un anno in cui sono innumerevoli i titoli di quel cinema riversato in vhs, dalla commedia più romantica all’horror più squallido. Il titolo in questione è “il ragazzo che sapeva volare”, che uscito ad agosto di quell’anno ha ottenuto un mediocre successo in patria e un discreto successo in Europa e altrove. Fino a qualche anno fa era possibile incontrarlo su Italia1, poi però con l’avanzare degli anni è andato perduto, probabilmente perchè da considerare ormai anacronistico e non all’altezza di cult come I Goonies o Ritorno al futuro.

 

Milly, ragazza orfana di padre, si trasferisce con la sua famiglia in una nuova casa. Qui stringe amicizia con i suoi vicini, in particolare con Geneva Goodman, che diventerà poi la sua migliore amica, ed Eric, Il ragazzo che sapeva volare_4orfano di entrambi i genitori, affetto da autismo e convinto di poter volare (passa gran parte del tempo seduto sul davanzale della sua finestra imitando il volo degli uccelli). Quanto alla madre Charlene e al figlio minore Louis, iniziano tempi difficili: lei infatti deve prendere confidenza con i nuovi mezzi di lavoro, mentre il ragazzino viene vessato da una banda di bulli capeggiata da Sonny, il fratello di Geneva. Nel frattempo, a scuola, succede una cosa straordinaria: Eric, osservando Milly, inizia a copiare tutto ciò che la ragazza fa, ogni singolo movimento. La loro insegnante, la signora Sherman, che in passato ha insegnato a ragazzi disabili, convoca Milly in privato e le spiega che Eric vuole identificarsi con lei, e quindi le consiglia di passare molto tempo con il ragazzo al fine di capirlo e poter provare una “terapia” diversa da quelle mediche. Eric e Milly iniziano così a frequentarsi, ma la cosa sembra andare in senso univoco: nonostante Milly si sforzi di aiutare Eric, lui copia solo i movimenti senza avere delle vere e proprie reazioni. Un giorno però Eric le sorride spontaneamente. Il ragazzo che sapeva volare_3Milly capisce che Eric si sta lentamente sciogliendo con lei perché sa di potersi fidare. Un altro giorno intercetta al volo una palla lanciata per errore e salva la ragazza. Eric diventa così un nuovo membro della famiglia. Una sera però c’è aria di tempesta in casa Michaelson: Charlene è stata declassata per il suo scarso rendimento, Louis ha preso una nota per il suo carattere ribelle e Milly ha preso una pallonata in faccia. Scoppia una violenta lite e l’unico a rimanere a tavola a mangiare è Eric. Poco dopo, i Michaelson scendono dalle rispettive camere sentendo un rumore proveniente dal salone: è Eric che sta vedendo un filmato della famiglia Michaelson quando anche il padre Don era vivo. Vedendo quelle scene di allegria e vita, il ragazzo piange in silenzio perché lui quelle cose non le ha mai provate. Un giorno Milly cade da una terrazza e viene ricoverata in ospedale. Qui capisce che è stato Eric a salvarla…
Con una trama leggera, mai contorta e adatta ad un pubblico più femminile che maschile, Il ragazzo che sapeva volare è una storia più di amicizia che di amore e riesce a non annoiare seppure tenti di fare psicanalisi. La meravigliosa fotografia di Adam Holender e Steven Poster rimane impressa: colori sgargianti che infondono malinconia e danno man forte ad un soggetto che stenterebbe a decollare. Il cast non è da meno: Lucy Deakins (appena 14enne all’epoca delle riprese) è bravissima, ma non è che Jay Underwood (Io e zio Buck) sia da meno. Il ragazzo che sapeva volare_2Da notare la performance di Bonnie Bedelia (Die Hard e Die Hard 2), attrice spesso sottovalutata e quella del piccolo Fred Savage, che in quegli anni sembrava poter fare scintille prima di cadere nel dimenticatoio anticipando le sorti di Macaulay Culkin, con la sola differenza che quest’ultimo ha fatto anche una vita piena di abusi di droghe e alcool. Nel film piccolo cameo del trio John Carpenter, Nick Castle e Tommy Lee Wallace (rispettivamente attore, regista e scenografo di Halloween). Interessante la colonna sonora di Bruce Broughton.
Intriso di buoni sentimenti e con un happy ending che non poteva mancare, Castle non inventa nulla di rivoluzionario: prende spunto da ET e lo mischia con l’indimenticabile Mask-Dietro la maschera, tuttavia ne concretizza i valori di fondo e da più risalto alla questione della disabilità e alla condizione precaria dei soggetti in questione, l’accettazione dell’essere diverso e i rapporti interpersonali con coetanei e adulti.
In soldoni, non siamo di fronte a Rain Man o a Qualcuno volò sul nido del cuculo, ma il film di Castle colpisce per la sua solidità e sa raccontarsi piacevolmente.

★★★✬☆

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