Trappola sulle montagne rocciose (1995)

Trappola2_1Le avventure del cuoco/navy seal Casey Ryback si spostano daill’Oceano Atlantico alle Montagne Rocciose, ma a differenza del primo film, questa storia è stata degradata al direct-to-video, un bel VHS della Warner. Alla macchina da presa ci va Geoff Murphy, regista del discreto Freejack-Fuga dal futuro (1991) e del potente La terra silenziosa (1985). Vicino al granitico semi-attore troviamo un cast interessante: c’è quel mezzo talento di Eric Bogosian (Quiz show, 1993), c’è Morris Chestnut, Evertt McGill (La casa nera, Twin Peaks), la giovane Katherine Heigl, Kurtwood Smith (L’attimo fuggente, Robocop) e la bella Brenda Bakke (Hot shots! 2). Per anni c’è stata la possibilità di vedere nuovamente Ryback tornare in azione, ma i progetti fallirono miseramente per sceneggiature mediocri e la scarsa forma fisica dell’attore.

L’ATAC è un organo governativo statunitense finanziato dalla CIA, che collauda il satellite Grazer 1, una spaventosa arma capace di sfruttare i fasci di particelle per provocare sismi artificiali. L’uomo che l’ha progettata, Travis Dane, si è recentemente suicidato e il comando dell’operazione è passato quindi nelle mani di Linda Gilder e David Trilling. Casey Ryback, brillante sottufficiale dei Navy SEALs in congedo, deve andare al funerale di suo fratello, morto durante un incidente aereo insieme alla moglie. Ad accompagnarlo c’è la nipote Sarah, sul treno Grand Continental, che corre a gran velocità attraverso le Montagne Rocciose. A bordo del treno c’è anche il capitano Trilling, che ha invitato la collega Gilder alla annuale festa dell’aviazione. Trappola2_2Mentre il veicolo attraversa la zona d’ombra in cui è impossibile trasmettere comunicazioni, viene fermato e preso d’assalto da un gruppo di terroristi che, caricati una serie di computer, antenne satellitari e congegni all’avanguardia, rimettono in moto il treno sequestrandone i passeggeri. Il loro capo è il maggiore Penn, un mercenario al soldo di Travis Dane, il progettista del satellite che aveva inscenato il proprio suicidio. Dane è deciso a vendicarsi dell’ATAC, che ha sospeso i suoi progetti e lo ha licenziato ritenendolo un incapace. Dopo aver estorto i codici d’accesso ai due capitani ed averli uccisi, Dane trasforma il Grand Continental in una base satellitare mobile, dalla quale può manovrare il Grazer 1. L’unico passeggero rimasto in libertà è Ryback, aiutato dal giovane e intimorito facchino Bobby…

Potrei essere breve e conciso, come si suole dire in questi casi: Under Seige 2 (il titolo originale) è copia/incolla del primo film con qualche aggiustamento per ciò riguarda ambientazione e qualche altro dettaglio. Trappola2_4Le spalle Chestnut e Heigl servirebbero in teoria a dare quel sentimento che al nostro Steven manca completamente: l’eroe non distingue assolutamente allegria e disperazione, la faccia resta quella. Vabbè. I cattivi, ossia quelli che dovrebbero aizzare la rabbia nello spettatore repubblicano, sono un gruppo di idioti capitanati da un genio che si rivela un idiota. Lo spessore raggiunto da un vero attore come Tommy Lee Jones coadiuvato da un grande Gary Busey (i cattivi del primo film per intenderci), qui resta un bel ricordo: Bogosian sembra completamente spaesato tipo alieno che vuole tornare a casa; McGill, che dovrebbe essere un pò il Boss dei villains, si carica di tutta la garra possibile ma poi, nello scontro con Ryback, fa la fine della Juve Stabia contro il Milan di Sacchi (non riesce praticamente a ferirlo). Tutta la combriccola delle istituzioni militari e delle alte sfere dell’ATAC (nome che è tutto un programma) recita come se gli avessero minacciato le famiglie, dal buon Kurtwood Smith ai veterani Andy Romano e Dale Dye passando per Nick Mancuso.
Restano le scene d’azione insomma, girate bene e divertenti ma davvero sembra di vedere la versione country del primo film, dalla qualità degli scontri a fuoco ai combattimenti corpo a corpo. Trappola2_3
E poi c’è il nostro eroe. Seagal ci regala la bellezza di 1,5 espressioni facciali per la durata del film: l’apoteosi si raggiunge quando racconta il suo passato doloroso perchè dal tono (parlo dell’originale perchè la voce di Gammino gli dona un cuore, un pò come dare i piedi di Pelè a Zaza) sembra ci stia dicendo cosa ha mangiato a pranzo. La piattezza dei dialoghi è entusiasmante, roba che a confronto un film come Speed sembra Lawrence d’Arabia.
Gustosissimo il finale: morti i cattivi, Murphy sembra ci dica: “Si era una merdina, eccovi i titoli di coda che non ce la faccio più”.

★✬☆☆☆

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