La storia infinita (1984)

Neverending_0Nato da un romanzo del 1979 del tedesco Michael Ende, rappresenta il sesto film del regista Wolfgang Petersen (Troy, Virus Letale, Air Force One) e il primo di produzione statunitense (in collaborazione con Germania e Regno Unito). Oltre ad essere stato uno straordinario successo al botteghino (circa 150 milioni di dollari contro una spesa di 27) è considerato uno dei capisaldi del cinema fantasy moderno ed ha avuto due seguiti usciti nel 1989 e nel 1993. Nel cast principale troviamo i giovanissimi Barret Oliver, Noah Hathaway e Tami Stornach oltre ad attori come il bravo Gerald McRainey e Patricia Hayes.
Nel 1985, il giovane Noah Hathaway vinse il Saturn award come miglior attore emergente.
Bastian è un ragazzino amante dei racconti d’avventura, riservato e sognatore. Un giorno, mentre va a scuola, s’imbatte in tre bulli e inizia a scappare, rifugiandosi in una bottega. Si ritrova in una libreria, dove è accolto bruscamente dal vecchio padrone, che è intento a leggere uno strano volume intitolato La storia infinita. Approfittando di un attimo di distrazione, Bastian ruba il libro e scappa via. Il proprietario lo guarda allontanarsi sorridendo divertito. Bastian arriva a scuola, in ritardo, e scopre che i suoi compagni sono già impegnati con un compito in classe. Decide allora di nascondersi nella soffitta della scuola, dove inizia a leggere avidamente il libro. Neverending_3La storia è ambientata nel regno di Fantàsia, che è minacciato dal Nulla, una oscura entità che sta distruggendo le loro terre. L’Infanta Imperatrice, sovrana del regno, è terribilmente malata e solo un eroe può salvarla da morte certa. A farsi avanti è il giovane Atreyu, a cui viene affidato il simbolo dell’Imperatrice, l’Auryn. Atreyu parte in groppa al suo cavallo Artax, ma è braccato da Gmork, un Lupo nero enorme, manifestazione del Nulla, che lo insegue tentando d’impedirgli di compiere la sua missione…
Neverending story è un eccellente esempio di film d’avventura con un’anima gentile che mantiene sempre un occhio a non cadere nel ridicolo, anche se in alcuni momenti si percepiscono le debolezze della produzione europea, non troppo preparata a fantasy del genere che hanno l’obbligo di proporre connotati epici. Petersen e la sua squadra di tecnici ci consegnano un viaggio fantastico che ripone la sua forza nel suo spirito fiabesco (le meravigliose creature – tra cui spicca quella di Falkor – del trio Johnson, Fincher e Bendixen-Pesci vanno menzionate poichè di digitale all’epoca non c’era proprio nulla), in una straordinaria colonna sonora diretta dal duo Moroder-Doldinger e con la bella tite-track di Limahl e la maestosità delle numerose scenografie, roba da fare invidia Neverending_2a produzioni più moderne e ambientazioni computerizzate. Oltre alla bravura del trio di bambini protagonisti – senza essere assieme nella stessa scena in pratica – c’è da elogiare la mente che ha partorito questo intramontabile racconto poiché certe storie possono essere capaci di segnare la nostra infanzia e di rimanerci nel cuore.
Seguito da La storia infinita 2 (1989), film inferiore ma assolutamente guardabile e poi dal terzo capitolo, assolutamente deprecabile.

★★★✬☆

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