Halloween (2018)

Halloween 2018_0Ecco una lista di nomi che al principio non ricorderanno niente a nessuno: Dick Warlock, George P. Wilbur, Tom Morga, Don Shanks, A. Michael Lerner, Chris Durand, Brad Loree, Tyler Mane. Questi sono i nominativi di tutti coloro che hanno interpretato il leggendario Michael Myers dal 1981 al 2009 e colui che lo interpretò per primo, ossia Nick Castle, il quale divenne più famoso come regista che come attore, non credeva che avrebbe indossato ancora una volta i panni del sanguinario killer di Haddonfield – va aggiunto, con l’aiuto dello stuntman James Jude Courtney. La stessa cosa va detta per la sua storica nemesi che porta il nome di Laurie Strode, interpretata dalla guerriera Jamie Lee Curtis. Il connubio Strode/Curtis ha attraversato quattro decadi e si appresta alla quinta visto che il film che sarà recensito qui nasce già con l’idea di un seguito (probabilmente due). La figlia di Tony Curtis e Janet Leigh, infatti ha interpretato la più final delle “final girls” in cinque film: Halloween – la notte delle streghe (1978), Halloween II – Il signore della morte (1981), Halloween H20 (1998), Halloween – La resurrezione (2002, film che io non considero) e, per l’appunto, Halloween (2018). Il progetto nasce nel 2015 dopo un iniziale naufragio di un Halloween 3D (2012), ossia di un seguito diretto di Halloween II del 1981. Tuttavia l’idea di un cambio di linea temporale restò vivo e dalle mani degli sceneggiatori Patrick Lussier e Todd Farmer (i quali dovettero declinare il progetto per dedicarsi al reboot di Hellraiser), passò in quelle del produttore Jason Blum (Blum House Productions) che affidò, assieme all’ovvia partecipazione dello storico produttore Malek Akkad, una nuova versione di Halloween II agli sceneggiatori David Gordon Green e Danny McBride, i quali chiesero l’aiuto al creatore dell’universo Myers, il veterano John Carpenter che non metteva mano su una storia dedicata alla sua creatura dal lontano 1981 (tralasciando appositamente l’outsider Halloween III, vedi l’articolo). Nel cast oltre ai due già citati Curtis e Castle troviamo Judy Greer, Andi Matichak, Will Patton, Haluk Biliginer, Jefferson Hall, Toby Huss e Rhian Rees. Il film è uscito negli USA il 19 ottobre del 2018, stessa data della distribuzione italiana. Con un budget di circa 12 milioni di dollari ne ha incassati 255 in tutto il mondo.
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Quarant’anni dopo gli omicidi del 1978 a Haddonfield (Illinois, Stati Uniti), i giornalisti Aaron Korey e Dana Haines si recano allo Smith’s Grove Sanitarium per conoscere Michael Myers, che venne catturato dopo essere stato ferito da sei colpi di pistola, cadendo giù dal balcone. Il dott. Ranbir Sartain li informa che Michael è in grado di parlare, ma ha scelto di non farlo. Aaron non riesce a convincere Michael a parlare, anche dopo aver tirato fuori la maschera che indossava.
Aaron e Dana si dirigono poi alla casa pesantemente sorvegliata di Laurie Strode per intervistarla, poiché è l’unica sopravvissuta di quella carneficina. Ha trascorso gli ultimi quarant’anni per prepararsi al ritorno di Michael. Da allora Laurie ha avuto due matrimoni falliti ed ha persino perso la custodia di sua figlia Karen. Aaron e Dana intendono fare luce su quanto successo quella notte maledetta e le chiedono di andare con loro nel tentativo finale di far parlare Michael prima che lo trasferiscano in un carcere di massima sicurezza. Laurie si rifiuta e li manda via, pur avendo preso i soldi dell’intervista.Halloween 2018_5
Mentre i detenuti vengono fatti salire sull’autobus, il dott. Sartain insiste sul fatto che Michael continuerà ad essere suo paziente fino all’assegnazione di un nuovo medico. Più tardi il bus ha un incidente: le guardie di custodia rimangono uccise e i pazienti si disperdono per la strada, compreso Michael stesso, che uccide i proprietari di un’auto per garantirsi la fuga. La mattina seguente, il giorno di Halloween, Michael trova Dana e Aaron in una stazione di servizio, li uccide e prende la sua maschera dalla loro macchina prima di tornare a Haddonfield. Laurie viene a conoscenza dell’evasione di Michael e irrompe nella casa dove risiede la figlia Karen, abitazione la cui sicurezza è molto scarsa.
La notte di Halloween, Michael vaga per le strade della sua città natale e uccide diverse persone nelle rispettive abitazioni…

Che sia piaciuto o meno, la grande verità è che Halloween è un film che ha molti temi da discutere, sia per ciò che riguarda la sfera tecnica sia per il suo significato nell’antologia della serie.

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David Gordon Green, che fino a quel momento aveva diretto film quasi anonimi e che si è sempre definito un fan sfegatato della saga, ha lavorato sicuramente bene e il supporto di Carpenter, che qui torna anche nelle vesti di compositore musicale, si fa sentire proprio come le presenze in scena dei due attori simbolo di uno fra i più longevi franchise del cinema. Questo reboot/sequel del primo capitolo del 1978 prende quindi una nuova linea narrativa temporale, dove la giovane Laurie Strode non si ritrova nell’Ospedale di Haddonfield e dove sarà ancora perseguitata da Michael, ma sarà una donna invecchiata e intimorita dal possibile ritorno dell’uomo che le ha cambiato la vita. Come è quasi sempre accaduto in questi ultimi anni, le rivisitazioni dei classici che vengono rianalizzati, tendono a concentrarsi più sui personaggi che sulla narrativa. Se da una parte vanno lodate quindi le convincenti prove attoriali, dove spiccano certamente una Jamie Lee Curtis in grandissima forma e il sempre bravo Will Patton, se da un’altra bisogna lodare il lavoro di Tim Alverson alla fotografia (in certi momenti sembra di rivivere le atmosfere del primo film) e la colonna sonora magica di John (e suo figlio Cody) Carpenter e Daniel Davis, che hanno saputo mantenere intatta l’anima musicale di quella pellicola, non si può non denunciare una mancanza di idee per tutta la seconda parte della sceneggiatura, piatta e debole come i precedenti seguiti che questo film ha voluto cancellare. Insomma, gira che ti rigira, ci si ritrova sempre a giocare alla conta dei morti, alla qualità degli ammazzamenti, all’inevitabile scontro finale che non porta nulla di nuovo.

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Halloween quindi si presenta agli spettatori come una grande prova d’amore ma si dimostra debole nell’animo, si presenta vestito di tutto punto ma crolla sotto il peso dei clichè non richiesti, si pavoneggia con i titoli di testa identici a quelli dell’inimitabile classico di Carpenter ma si trastulla senza mai avere una propria identità, come un lavoro fatto a tavolino.
Risultato: questo film non convince pienamente, e la colpa è che la troppa cura di certi dettagli – un attaccamento quasi morboso al classico del 1978 – non fa il match con una trama tralasciata a banalità da slasher di serie B anni novanta pregna di quei jump scare che hanno davvero fatto il loro tempo e con trovate molto discutibili (vedi il personaggio di Sartain). Elementi di base che non hanno più molto da dire.

La sensazione è che quello che poteva essere non è stato e che lo spettacolo deve andare avanti, anche dopo quarant’anni. Peccato.

★★✬☆☆

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