Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977)

incontriScegliete voi: 132, 135 o 137 minuti di sguardi verso l’alto e le melodie quasi infantili di John Williams, le tre versioni di Close encounters of the third kind. Steven Spielberg, dopo il successo de Lo squalo, compie il suo più intrinseco sogno, il suo tanto desiderato incontro con gli alieni. Per creare una storia avvincente bisogna munirsi di tre elementi fondamentali: una sceneggiatura cazzuta, una regia cazzuta e il montaggio cazzuto. Michael Phillips e Julia Phillips, compiono uno sforzo economico importante assieme al regista (20 milioni di dollari, all’epoca) con la benedizione di George Lucas e la rassicurante presenza della Columbia Pictures alle spalle. La ditta incrocia le dite e gli sforzi vengono ripagati, 303 milioni di incasso. 2 premi Oscar (su 9 nomination), 2 Saturn Awards e il David di Donatello: il resto è una miriade di nomination ma il film di Spielberg rimase abbastanza a bocca asciutta. Parte della trama è stata direttamente presa da Santa Wikipedia.

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Nel deserto di Sonora, lo scienziato francese Claude Lacombe e il suo interprete statunitense David Laughlin, insieme ad altri ricercatori scientifici, ritrovano la famosa “Squadriglia 19”, 5 aerei motosiluranti TBM Avengers scomparsi nell’area del Triangolo delle Bermude durante una normale esercitazione nel dicembre del 1945. I velivoli sono intatti e operativi, ma non vi è alcuna traccia dei piloti. Si inizia ad indagare su questo e altri strani eventi, nel tentativo di trovare una spiegazione. Nel frattempo a Muncie, nell’Indiana, un bambino di tre anni, Barry Guiler, si sveglia improvvisamente nella notte quando i suoi giocattoli e gli oggetti di casa sua iniziano a muoversi da soli. incontri3Affascinato e per nulla spaventato, si alza dal letto e corre fuori casa, costringendo la madre, Jillian, ad inseguirlo. Nel frattempo, durante un intervento di manutenzione, l’addetto al controllo delle linee elettriche Roy Neary, sposato con Veronica e padre di tre bambini, rimane coinvolto in un inseguimento di quattro UFO da parte della polizia, vivendo così un “incontro ravvicinato” a bordo del suo furgone. Durante la stessa notte incontra sulla strada anche Jillian, che è riuscita a raggiungere Barry per riportarlo a casa. Roy, dopo l’incontro ravvicinato, rimane sconvolto (oltre che scottato su metà del corpo) e inizia subito a dare segni di pazzia, tra i quali il più evidente è un’ossessione da immagini mentali in cui gli compare una forma simile a quella di una montagna a tronco di cono, che cerca in tutti i modi di riprodurre. Anche Jillian sviluppa la stessa ossessione, dopo aver vissuto un incontro ravvicinato presso la sua abitazione: gli UFO passano vicino ad essa e, nonostante lei cerchi di chiudere ogni apertura, il piccolo Barry viene risucchiato e portato via, rimanendo vittima di un rapimento alieno…

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Una sceneggiatura cazzuta, un montaggio cazzuto e una regia cazzuta. In questo grande film ci sono tutte e tre (o quasi). Tenendo presente che per me Spielberg è stato tale fino a Jurassic Park (1993), questo film assieme a I predatori dell’arca perduta (1980) è l’apice della carriera, ciò che verrà è sicuramente grande ma inferiore, dal punto di vista tecnico. Incontri ravvicinati del terzo tipo è un meraviglioso sogno, e come tale, dura poco ma rimane impresso nella mente poichè è adulto e fanciullo ed è stato d’insegnamento per molta della fantascienza che deve ancora venire. incontri4L’unica pecca è una sceneggiatura: Spielberg, che non è uno scrittore, si concentra moltissimo nei primi capitoli, disegna un capolavoro ma lascia che la creatura prenda forma da sola. In sostanza, tutto è bellissimo ma  forse si sente un vuoto che dura per un’oretta , poi tutto torna al posto suo ed il finale è uno spettacolo. Dreyfuss, reduce dal precedente film di Spielberg, dove interpretava il terzo attore, quì si gode il suo ruolo primario e se ne compiace, mentre il ruolo di Truffault è semplicemente una chicca deliziosa, visto che anche lui è stato un sognatore di incontri extraterrestri. Già, perché il bimbo cresciuto Spielberg concede ad una persona qualunque la possibilità di andare verso una luce, che una volta tanto non è minacciosa, come troppe volte è stato fatto vedere, bensì amica e comunicativa.

★★★★☆

Una risposta a "Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977)"

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