Giovani, carini e disoccupati (1994)

locandinaHouston. Quattro amici hanno terminato i loro percorsi universitari e si ritrovano immersi nel mondo adulto, dominato dal lavoro, che troppo spesso i quattro faticano a trovare. Lelaina, aspirante regista, lavora a un documentario sulla vita, i sogni, le aspettative e gli amori della sua generazione, usando come attori protagonisti i componenti del suo gruppo. Troy è un cantante di un complesso rock che cerca invano di sfondare nel mondo della musica, mentre quello del lavoro è per lui privo di significato e ha causato, secondo la sua opinione, la malattia che lentamente gli sta portando via il padre. Vickie fa la commessa e vive nel terrore dell’AIDS. Sammy cerca il modo di dire ai suoi che è gay. Lelaina e Troy si amano ma non se lo dicono, il tutto cambia però quando Lelaina incontra Michael, produttore di una trasmissione a target giovanile. Egli dietro a una maschera da yuppie ben posizionato nel mondo lavorativo, in realtà si dimostra un poeta sognatore. Tra i due si instaura un rapporto amoroso che manda sulle furie Troy, il quale vede in Michael oltre che un nemico in amore anche una persona completamente distante dalle proprie idee, ciò porta i due ragazzi ad avere anche uno scontro verbale. Venuto a conoscenza del documentario di Lelaina, Michael se ne dimostra interessato e propone alla ragazza di vendere i diritti alla trasmissione TV per la quale lavora, ricavandone un programma per ragazzi. L’idea va in porto, ma il risultato finale è ben lontano dalle aspettative di Lelaina che delusa da Michael, lo lascia. Dopo essere ritornata nella casa del quale i quattro amici condividevano l’affitto, Lelaina ritrova Troy e i due si confessano il loro amore, tenuto nascosto per troppo tempo e finiscono a letto, ma al risveglio Troy fugge spaventato dall’idea di iniziare una relazione con Lelaina…

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Al suo primo impegno da regista, il nuovo talento comico (siamo in pieno 1993) Ben Stiller, si ritaglia una parte fondamentale in un film che, all’epoca,  non ha avuto consensi del tutto positivi, ma che si è ritagliato in meno di vent’anni una fetta importante di fan. Giovani, carini e disoccupati è una quasi voluta risposta/emulazione al suo predecessore semi-generazionale St.Elmo’s fire (1985), manifesto della generazione policromatica anni ’80, ma che ambiva a disintegrare in parte il sogno americano: Stiller, adolescente di quel decennio, punta il dito al decennio della Generazione X, ma strizza spesso l’occhio ai padri fondatori di quel genere Hughes, Crowe e Schumacher. Ne viene fuori un erede più che valido, ma che nasconde due pecche: l’insofferenza di un personaggio (proprio quello di Stiller) chiaramente troppo giovane per essere interpretato da un 28enne, rispetto alla giovane età dei due protagonisti (una splendida Winona Ryder e un altrettanto sex-symbol Ethan Hawke); la fragilissima sceneggiatura di Helen Childress, anch’ella probabilmente strafatta del film di Schumacher (la relazione a due più l’altro è un ovvio tributo o è emulazione). Peccato perché la premessa era buonissima: lo spaccato di vita, la chiara difficoltà economica vinta dalla rivalsa personale del singolo e di una sfida quasi sfacciata al sistema, sono ottimi spunti di partenza, ma una volta innescata la storia d’amore il film sembra perdere smalto e, salvo l’amara evoluzione del personaggio gay di Sammy (il sottovalutato Steve Zhan) rari casi, dà l’idea di trascinarsi un po’. C’è comunque una splendida cinematografia di Emmanuel Lubezki nonché una meravigliosa colonna sonora selezionata da Karl Wallinger (e qui la devozione anche per la chitarrista Nancy Wilson e le sue selezioni per i film del marito Cameron Crowe).

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La sostanza è che parliamo di un film godibilissimo, ben diretto, ben interpretato ma che non ha davvero nulla di originale, forzato di comportarsi come una commedia romantica, nascondendo una sua natura grunge che poteva davvero raccontare qualcosa di diverso.

★★★☆☆

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