Top Gun (1986)

Top gunRullante roboante di batteria, distorsione al massimo della Hamer di Steve Stevens e tastiere toccate da Harold Faltermeyer. Questo è l’inizio di uno dei film più iconici degli anni ’80. Prodotto da Don Simpson e Jerry Bruckheimer che incontrano per la prima volta il regista Tony Scott, fratello di Ridley e già conosciuto per quel suo piccolo gioiello di Miriam si sveglia a mezzanotte (1983), e interpretato da un poco più che acerbo Tom Cruise, nuovo sex-symbol mondiale, coadiuvato dall’altro belloccio Val Kilmer, il mitico Anthony Edward, la bellissima (all’epoca) Kelly McGillis, Tom Skerrit e Meg Ryan. Top Gun è e resterà più un manifesto che un film, un’icona rappresentativa della fierezza a stelle e strisce mentre la guerra fredda sembra ancora non aver trovato una soluzione adeguata, dopo che “la morte corre sul guantone” Ivan Drago perde in casa la sfida contro quell’altra bomba atomica reganiana di Rocky Balboa, altro orgoglio nazionale. Sono gli anni degli eroi, dell’orgoglio nazionale, l’orgoglio che si è pian piano riavvivato dopo il fallimento in Vietnam (1965-1973). La presidenza Reagan, ex-attore di mediocre fattura, non si basò ovviamente sullo sfruttamento di determinate pellicole per generare una fittizia propaganda nazionalista, eppure il suoi due mandati sono ricordati spesso per quei titoli di matrice nazionalista. Oggi sarebbe concettualmente patetico eppure all’epoca la macchina funzionò e anhe bene. Top Gun è il film del 1986, probabilmente l’anno più eccessivo di quella decade, e si rivelò un grandissimo successo: è interessante il dato riportato da Wikipedia, ai giorni d’oggi Top Gun sarebbe costato 34 milioni di dollari e ne avrebbe incassati 815 (nel 1986 i dati dicono 15 milioni di spesa contro 357 di incasso, un’enormità). Il 18 luglio 2019 è stato rilasciato del tanto atteso seguito che uscirà nel giugno del 2020, il titolo è Top Gun: Maverick.

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Il tenente Pete “Maverick” Mitchell e il sottotenente Nick “Goose” Bradshaw sono rispettivamente pilota e navigatore di un F-14 della Marina degli Stati Uniti e sono imbarcati sulla portaerei USS Enterprise. Durante un volo di pattugliamento sull’Oceano Indiano insieme ad un altro F-14 (il cui equipaggio è composto da “Cougar” e “Merlin”), i due aerei vengono inviati ad intercettare il segnale di un velivolo non identificato che si rivela essere una coppia di MiG-28 sovietici. I due caccia affrontano subito i MIG: ma mentre Maverick riesce a mettersi in posizione ottimale di tiro rispetto ad uno dei MIG costringendolo così ad allontanarsi, Cougar finisce per essere messo in difficoltà dall’altro velivolo che, però, pur avendo una posizione ottimale di tiro, non apre il fuoco contro l’F-14 di Cougar. Nel frattempo, dopo aver messo in fuga il primo MiG, Maverick corre in aiuto del compagno e con una manovra estremamente azzardata si pone in volo rovesciato sopra di lui, irridendone il pilota, che poco dopo si allontana verso la sua base. L’azione nel frattempo ha scosso così tanto Cougar che questi viene colto da un attacco di panico e ha difficoltà a rientrare alla portaerei. Così Maverick, che stava per appontare, decide di disobbedire all’ordine di rientrare immediatamente e torna indietro affiancandosi all’aereo di Cougar. Maverick riesce così a guidarlo verbalmente fino all’appontaggio. Una volta sulla nave Cougar fa rapporto al comandante della squadriglia “Stinger” a cui rassegna le proprie dimissioni, poiché non riesce ad accettare di aver quasi reso orfano il suo piccolo figlio che ancora non ha mai visto. Top gun_3Il comandante successivamente chiama Maverick e Goose e dopo averli richiamati per aver disobbedito all’ordine di rientrare immediatamente, li informa di doverli mandare a Miramar, ove dovranno frequentare la prestigiosa scuola “Top Gun”, essendo diventati, dopo le dimissioni di Cougar, l’equipaggio di punta della loro squadriglia. Così i due aviatori giungono alla base aerea di Miramar, sede della scuola dell’United States Navy Fighter Weapons School (chiamata “Top Gun”), diretta dal comandante Mike “Viper” Metcalf, coadiuvato dal tenente comandante Rick “Jester” Heatherly. Durante un’uscita serale al circolo ufficiali, Maverick tenta di abbordare una donna che il giorno seguente scoprirà essere l’astrofisica Charlotte “Charlie” Blackwood, una civile facente parte del programma di addestramento alla Top Gun. Durante l’addestramento Maverick si dimostra subito un pilota molto abile, ma il suo carattere inquieto, derivante dal fatto che è all’oscuro delle circostanze in cui è scomparso suo padre (anch’egli pilota dell’U.S. Navy) in Vietnam, si ripercuote anche sul suo modo di volare. Viene così richiamato severamente dal comandante Viper. Nel frattempo Charlie è sempre più attratta dal pilota fino ad iniziare con lui una vera relazione. Durante un volo di esercitazione in coppia col tenente Tom “Iceman” Kazinsky, Maverick finisce nella scia del velivolo del rivale, cosa che interrompe il flusso d’aria causando lo stallo di entrambi i motori del suo F-14. Segue un avvitamento incontrollato che costringe i due all’eiezione dal velivolo, ma…

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Oltre ad un’incredibile quantità di riprese estreme (senza effetti speciali), contando su un montaggio scatenato e una splendida colonna sonora capeggiata da Faltermeyer, Top Gun è un film che deve tantissimo il suo successo alla fotografia di Jeffrey Kimball, fumosa e colorata, caratteristica inscindibile degli anni ’80. Non si può negare che la sceneggiatura di questo eccellente esempio di cinema grezzo e patinato (praticamente una “coattata” come dicono dalle mie parti) sia qualitativamente troppo semplice – Top Gun è fuffa – ma il plot è supportato da elementi tecnici di serie A e il mix di musica, emozioni e immagini la fanno da padroni. Mentre i giovani personaggi si scontrano in un contesto militare alternato a partite di beach volley con fisici da paura e muscoli in bella vista, la qualità attoriale si affida alle capacità della McGillis e della già bravissima Meg Ryan, per non parlare di Tom Skerrit e James Tolkan che sono un pò i veterani del cast.
Top Gun è una pellicola commerciale emblematica: dopo più di 30 anni rappresenta ancora un tipo di cinema completamente avverso ai radical chic amanti di titoli ben più impegnativi e al di fuori degli USA, per carità….Fatto sta che si è aggiudicato un Premio Oscar per migliore canzone (il nostro Giorgione Moroder e Tom Whitlock) e altre tre nomination per miglior montaggio, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro. La triade Simpson/Bruckheimer, Scott e Cruise tornerà a lavorare insieme in Giorni di tuono (1990), il Top Gun “on wheels”.

★★★☆☆

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