Malice – Il sospetto (1993)

Malice_0Fototgrafo per la maggiorparte della sua carriera, alla “veneranda età” di 44 anni, Harold Becker – classe 1928 dirige il suo primo lungometraggio, ma per arrivare alla fama dovrà aspettare il 1981 l’anno di Taps – Squilli di rivolta. Per essere più severi va detto che il successo vero e proprio parte da quasi dieci anni più tardi per il regista, perchè viene distribuito nelle sale Seduzione pericolosa, con Al Pacino e Ellen Barkin. Malice è il successivo lavoro. Girato interamente nella’estate del 1992, il film vede la luce solo l’anno dopo, ma incassa ben 80 milioni di dollari contro i 20 spesi dalla produzione. Non sarà un successo di critica, ma Becker azzecca il terzo film di fila e la sua carriera andrà avanti fino al 2001 quando dirigerà Unico testimone con John Travolta e Vince Vaughn.
Malice ruota attrono all’intreccio fra i coniugi Safian interpretati da Bill Pullman e Nicole Kidman e l’affascinante medico Jed Hill (Alec Baldwin). Per quest’ultimo si tratta del suo momento più alto della sua carriera, sia come attore brillante sia come sex symbol. Nel film figurano anche Bebe Neuwirth, Anne Bancroft, George C. Scott, Peter Gallagher, un ancora sconosciuto Tobin Bell (Saw) e una giovanissima Gwyneth Paltrow. Malice_2

Nel college di Westerley, New England, si aggira un killer spietato che aggredisce e uccide le studentesse, tagliandone una ciocca di capelli. Una delle vittime viene salvata grazie alle cure del giovane e brillante medico Jed Hill. Il college è retto da Andy Safian, vicepreside e vecchio compagno di liceo di Jed, sposato con Tracy Kennsinger, maestra d’asilo. I due vivono in una casa vittoriana dove stanno svolgendo dei lavori di ristrutturazione, soprattutto mettere le tende per evitare che Billy, figlio della vicina li veda; Andy e Tracy decidono di affittare il terzo piano della loro casa a Jed, che viene informato dei dolori addominali di cui Tracy da tempo soffre e per i quali è in cura presso un ginecologo di Boston, il dott. David Lillianfield. Un giorno, Andy scopre il cadavere di Paula Bell, una delle studentesse del college, uccisa in casa propria, e la detective Dana Harris lo accusa di omicidio: le tracce sul cadavere dell’assassino appartengono al suo stesso gruppo sanguigno e dovrà sottoporsi all’esame dello sperma per poter essere escluso dalla cerchia dei sospettati. Una sera, Tracy viene ricoverata d’urgenza per un tumore ad un’ovaia; Jed e i suoi colleghi asportano l’ovaia, scoprendo che Tracy soffre di cisti. Jed individua delle anomalie nell’altra ovaia e decide di asportarla per non mettere in pericolo la vita di Tracy, dato che l’ovaia è necrotica. Malice_3Si scopre che Tracy è incinta di poche settimane e perciò questa cosa le costa la gravidanza e la sterilità, mentre l’ovaia asportata era semplicemente distorta ma sana. Tracy decide perciò di fare causa contro Jed e il Saint Agnes Hospital e di lasciare il marito (con l’accusa di aver dato il permesso a Jed di asportarle l’ovaia). Tracy ottiene un risarcimento di ben 10 milioni di dollari, che viene raddoppiato grazie al suo avvocato, Dennis Riley, per il fatto che Tracy era in stato di gravidanza da poche settimane. Una sera, Andy trova nella cantina del suo college…

A partire dall’antica ma elegante fotografia d Gordon Willis e da una malinconica e inquietante colonna sonora diretta dal premio Oscar Jerry Goldsmith, Malice è un thriller che gode di un’atmosfera avvolgente, che strizza volontariamente l’occhio al cinema di Hitchcock e che può fare sì affidamento su un trio di attori validi, ma non sul rapporto fra una sceneggiatura quantomeno assurda e il girato, un buon lavoro di Becker. I volti maschili – da una parte il placido Bill Pullman sempre un pò sornione e dall’altra l’egoista e affascinante Alec Baldwin – vengono travolti da una multiforme Nicole Kidman in stato di grazia, sorprendente come poche altre volte. Malice_4Tuttavia i tre volti (da notare come siano tutti protagonisti, nessuno è spalla) caratteristi devono misurarsi con una sceneggiatura che svia completamente lo spettatore per poi riportarlo sul binario corretto, una manovra coraggiosa (più probabilmente folle) per alzare qualche altro (inutile) muro in questo dedalo di emozioni e depistaggi. Piuttosto sottotono la breve performance di George C. Scott, decisamente più ruggente quella della Bancroft, anche perchè sarà lei a dare le risposte. Alla fine si resta più confusi che appagati insomma. Aaron Sorkin e Jonas McCord (sceneggiatura) fanno sbandare più volte la regia di Becker e il risultato è un thriller emozionante ma molto disordinato, diluito in alcuni punti e accelerato in altri.

★★★☆☆

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