I signori della truffa (1992)

i-signori-della-truffaDavvero difficile catalogare il genere di questo curioso film diretto da Phil Alden Robinson, un regista capace di raccontare storie romantiche come L’uomo dei sogni (1989) o thriller fantapolitici come Al vertice della tensione (2002). Raccontare si, visto che anche il soggetto e la sceneggiatura sono frutto suo, poi se ad un copione interessante ci si aggiungono ottimi attori, si ha la quasi certezza di alzare di svariati punti il prodotto finale. È la storia di Sneakers, in Italia I signori della truffa, che in un modo quasi involontario ha anticipato numerose pellicole di gruppi di ladri o ladruncoli che studiano il piano perfetto per svoltare nella vita (Ocean’s eleven The italian job sono solo gli esempi più eloquenti). Un cast davvero importante: Robert Redford, Sidney Poiter, Dan Aykroyd, Mary McDonnell, David Strathairn, River Phoenix, Ben Kingsley e un’amichevole partecipazione di James Earl Jones. Poco da dire. 35 milioni di dollari di budget per un guadagno di 138 milioni.

Martin Brice (Redford) è a capo di una squadra che valuta i sistemi di sicurezza di vari istituti, ta cui anche una banca. I componenti della squadra sono tutti esperti in telefonia, informatica ed elettronica, e tutti pregiudicati per reati, tutti tranne Brice. i-signori-della-truffa2Un giorno, due uomini che dicono di lavorare per l’NSA e che sono a conoscenza del suo passato di hacker e del suo vero cognome, che è Bishop, minacciano di farlo arrestare se non collabora con loro per il recupero di un congegno chiamato SETEC ASTRONOMY, ideato da un famoso crittanalista. Messo alle strette, Brice rivela il suo nome (che è Bishop) ai suoi colleghi e li prega di aiutarlo, così una volta recuperato il congegno, grazie alle loro abilità, scoprono che esso permette la decodificazione di qualsiasi password. Riconsegnato agli agenti dell’NSA, Bishop non viene pagato e, anzi rischia di essere ucciso visto che i due agenti non lavorano per l’NSA ma per un suo vecchio amico…

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I signori della truffa è un film stranamente avvincente, visto che si comporta come un thriller ma con un’anima di comedy-drama, dove Robert Redford si trova perfettamente a suo agio, quasi come nei film diretti da se stesso o dal suo grande amico Sidney Pollack.
Particolare anche l’atmosfera accompagnata da una delicata colonna sonora composta dal compianto James Horner, e mentre le scenette fra Dan Aykroyd (fermo credente di vari complotti politici e non) e Sidney Poiter (ex-agente della CIA) si consumano in quella che sembra una commedia d’azione sprecata, ecco il cambio di binario con toni più cupi e l’apparizione del volto di Ben Kingsley, catturato e rigenerato alfiere del sistema informatico. i signori della truffa3.jpgAndreson crea  quindi un complicato (troppo) gioco di matriosche, in cui ogni mezz’ora si cambia di genere, motivo per cui questo film non dovrebbe essere catalogato: commedia, thriller, dramma, azione. Il film termina con i buoni che vincono e i cattivi che perdono, ma anche con lo spettatore frastornato dai molteplici sviluppi. Insomma due ore di clintoniano divertimento per una regia pregevole ed un’eleganza stilistica assolutamente invidiabile, ma troppo criptico nei suoi congegni narrativi.

★★★✬☆

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