Misery non deve morire (1990)

MiseryRob Reiner e Stephen King, un pò come accostare Pippo Baudo e Fedez per uno show televisivo. Così, almeno al principio sarebbe più una scommessa persa in partenza, ma visto che il regista degli intramontabili La storia Fantastica (1987), Harry ti presento Sally (1989) e l’elegantissimo Codice d’onore (1992) aveva già collaborato con King alla realizzazione del drammatico Stand by me – Ricordo di un’estate (1986), non è poi così sorprendente se nel tardo 1989 iniziano le riprese di quella folle trasposizione che è Misery non deve morire. Il palcoscenico, quasi del tutto sgombro da attori di secondo piano vede il confronto tra due mastini del cinema contemporaneo: James Caan e Kathy Bates, ai quali ruotano per poco tempo il veterano Richard Fansworth, Frances Sternhagen e soprattutto Lauren Bacall. La storia, sceneggiata da William Goldman, riprende fedelmente il romanzo del maestro del brivido e l’uscita del film è datata 2 novembre 1990. Grazie al successo ottenuto, sia di pubblico che di critica, Kathy Bates per la sua interpretazione vinse il Premio Oscar e il Golden Globe.

Lo scrittore di successo Paul Sheldon è diventato famoso grazie a una serie di romanzi la cui protagonista si chiama Misery Chastain. Ha deciso tuttavia di concludere la serie, facendo pubblicare Il figlio di Misery, nel cui finale la protagonista muore. Comincia dunque a scrivere un romanzo non legato alla serie in una sperduta località del Colorado. Finito il lavoro, lascia l’hotel e riparte per casa, ma una tormenta di neve lo coglie di sorpresa, facendolo incappare in un incidente. Apparentemente per sua fortuna una persona lo salva e lo porta in casa sua; è una donna crudele e psicopatica di nome Annie Wilkes. Paul è immobilizzato a letto con le gambe fratturate. All’inizio Annie, che dice di essere un’infermiera e di avergli salvato la vita, sembra voler guarire Paul: gli somministra antidolorifici, lo accudisce e gli rivela di essere un’appassionata lettrice dei suoi romanzi. MIsery_2Paul, incoraggiato dall’interesse che Annie mostra per le sue opere, le fa leggere il manoscritto dell’ultimo libro, non ancora pubblicato, ma ad Annie non piace: la donna presenta quindi allo scrittore le sue critiche, in preda alla rabbia. Qualche giorno dopo, in piena notte, Annie, che nel frattempo ha appena finito di leggere anche l’ultimo romanzo della serie Misery, già pubblicato da Sheldon, irrompe furibonda nella sua stanza, attaccandolo, dopo aver scoperto che Misery alla fine del romanzo muore. La situazione si delinea più chiaramente: Annie rivela di non aver avvertito né le autorità, né i familiari dello scrittore, per cui nessuno tranne lei sa dove Paul si trovi. Intanto la sua agente ha contattato lo sceriffo della contea segnalandogli che non è ancora tornato a New York. L’uomo comincia a svolgere delle ricerche senza però trovare nulla. Il giorno dopo Annie annuncia a Paul di aver trovato la “soluzione al problema”: gli consegna il manoscritto e una scatola di fiammiferi, e lo obbliga a bruciarlo in un barbecue, liberandolo così dalla sua nuova opera. Annie diventa nuovamente premurosa: fornisce a Paul una macchina da scrivere e gli ordina di scrivere un nuova storia, in cui si smentisca il finale del suo ultimo libro. Sheldon comincia a lavorare al libro: fa “resuscitare” Misery e crea un nuovo intreccio, suscitando in Annie grande felicità. Intanto lo sceriffo ha ritrovato, semisepolta dalla neve, la macchina di Paul. Una sera Paul propone ad Annie di cenare insieme, con l’intento di farla addormentare e tentare la fuga. Al momento opportuno versa del sedativo nel bicchiere di Annie, ma al momento di fare il brindisi, la donna urta il bicchiere, che si rovescia sulla tavola. Qualche giorno dopo Paul esce dalla sua stanza e trova un album dei ricordi di Annie; Misery_4scopre che la sua carceriera ha avuto un passato da serial killer. Spaventato, prende un coltello da cucina e torna nella stanza con l’arma nascosta, deciso ad assassinare la sua aguzzina. Paul si sveglia nel cuore della notte, giusto in tempo per vedere Annie che gli inietta un sedativo. Quando si sveglia di nuovo lei lo ha legato al letto, gli ha sottratto il coltello e gli dice che sa delle sue fughe fuori dalla camera. Decide quindi di fratturargli entrambe le caviglie con un mazzuolo, per impedirgli di scappare di nuovo. Le urla di Paul, per il dolore lancinante, la lasciano indifferente. Nel frattempo, mentre molte persone ormai credono Paul morto, lo sceriffo continua le indagini e segue gli indizi che lo conducono fino ad Annie. Quando Annie lo vede arrivare nasconde Paul in cantina. Dopo una ricerca, lo sceriffo viene attirato dalle grida di Paul, ripresosi, e lo trova, ma viene ucciso da Annie con un colpo di fucile. Annie rivela a Paul che lo ama e che ha deciso che ormai devono morire insieme…

Misery non deve morire è, con grande probabilità, il miglior adattamento cinematografico di un romanzo di King dopo Shining (1980). Con l’assenza dell’entità paranormale, la tensione fra gli unici due protagonisti prende piede già dopo pochi minuti dall’inizio e rilascia scariche elettriche in vari momenti, uno su tutti il tentativo disperato di fuga di Sheldon. Misery_3Se da una parte James Caan dimostra una grande flessibilità attoriale, dall’altra Kathy Bates è talmente brava che Caan sembra uscirne frantumato e non scherzo. Il personaggio di Annie Wilkes è una delizia per i palati più fini dell’acting, completamente ingestibile e psicopatica che alterna momenti di dolcezza a spaventosi urla o sguardi fissi rivolti verso la sua inerme vittima. La claustrofobia dell’ambiente chiuso è evidenziata da un’ansiogena colonna sonora composta da Marc Shaiman e dal colori caldi/freddi di Barry Sonnefield. Nella scena della rottura delle caviglie c’è da chiudere gli occhi per la crudeltà con cui è stata montata (una meraviglia). Gustosissimo anche il finale. Da vedere e rivedere.

★★★★☆

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