Street Hawk – Il falco della strada (1985)

Street hawk_3Su un’idea di Paul M.Belous, Bruce Lansbury e Robert Wolterstorff, resta una delle più iconiche serie televisive degli anni ’80, sfortunata per essere stata concepita dopo la già collaudata Knight Rider (Supercar in Italia) e per aver perso la sfida con la diretta concorrente Airwolf. Tuttavia nel rivederla e nell’unica sua stagione, resta un prodotto ben confezionato forse anche superiore rispetto a Manimal o la più conosciuta Automan. Nel cast il protagonista Rex Smith nel ruolo di Jesse Mach, affiancato da Joe Regalbuto che interpreta l’ingegnere Norman Tuttle, Jeanine Wilson e Richard Venture rispettivamente la collega e il capo di Mach durante il suo lavoro giornaliero alla centrale di polizia. Durante la stagione (13 episodi in totale), si susseguiranno le partecipazioni di attori come Christopher Lloyd, Robert Costanzo, George Clooney e Dennis Franz. Ovviamente la serie prevedeva la creazione di più episodi e di altre stagioni, ma a causa del successo di Supercar la serie venne cancellata.
Il protagonista Jesse Mach (Rex Smith) è un poliziotto di Los Angeles. Durante una gara in moto nel deserto insieme a Marty, poliziotto suo migliore amico, scopre casualmente un gruppo di narcotrafficanti che stanno scaricando droga da un aereo. I malviventi, non appena capiscono di essere stati scoperti, sparano contro i due per non lasciare testimoni, uccidendo Marty e ferendo gravemente Jesse al ginocchio sinistro. Creduto morto viene abbandonato nel deserto ma è recuperato dall’FBI. A questo punto, a causa del ginocchio, il suo capo non può rimetterlo in servizio sulla strada e così lo trasferisce nel reparto delle pubbliche relazioni, ma nel frattempo Jesse viene segretamente contattato da Norman Tuttle, un ingegnere che da quattro anni sta lavorando ad un’operazione governativa segreta da lui denominata “falco solitario”, consistente nello sviluppo e collaudo di una supermoto che vorrebbe veder diventare la futura arma a disposizione di ogni poliziotto per combattere il crimine. Street hawk_4Per il ginocchio esiste la possibilità di un’operazione molto costosa e complicata, che per questo non è ancora stata approvata dal consiglio di amministrazione, per cui Jesse si affida ai medici con cui Norman è in contatto, i quali la ritengono invece fattibile. Poi legge e firma il contratto per mettersi alla guida della supermoto. Trattandosi di un progetto segreto, per Jesse inizia quindi una doppia vita: durante il giorno lavora ufficialmente dietro una scrivania del reparto delle pubbliche relazioni, mentre nel resto del tempo, soprattutto di notte, indossa un’anonima tuta nera specificamente modellata sul suo corpo e un casco scuro che nasconde il suo volto, e si mette alla guida della supermoto per dare la caccia ai criminali, senza che nessuno conosca la sua identità, nemmeno la polizia. E sono proprio i suoi colleghi poliziotti, ignari della sua doppia vita, a cercare di prendere contatto con questo giustiziere solitario per scoprirne l’identità, tuttavia senza mai riuscirci e restando quindi impreparati di fronte alle domande della stampa…
In piena guerra fredda, le suggestive idee cinematografiche e non solo (come in questo caso) create dalle varie menti statunitensi, hanno portato sullo schermo macchine, moto, elicotteri e addirittura intelligenze artificiali super potenti: Street hawk_2bisogna leggerla come una falsa dimostrazione dell’industrializzazione a stelle e strisce nei confronti della fredda ed anti-televisiva Russia? Comunque sia, sia i tre prototipi di Honda (XL 500 – XR 500 – CR 250) utilizzati nella serie, sia la tuta indossata dal protagonista che il magazzino dove è nascosto tutto il progetto si avvalgono di un design molto futuristico e affascinante, sebbene la serie non poteva contare su un budget alto. Oltre alle mirabolanti avventure di Jesse Mach e la sua straordinaria moto, Street Hawk resta una serie cult soprattutto per una delle più interessanti intro dell’epoca (e a mio giudizio qualitativamente superiore a Supercar), con un’indimenticabile traccia strumentale dei Tangerine Dream chiamata Le Parc, un montaggio fresco e veloce e, sul finale, la classica pre-intro vocale che ricapitola velocemente che tipo di show si sta per guardare. Street Hawk ha avuto una vita decisamente breve, ma resta una delle più interessanti sperimentazioni televisive dell’epoca non avendo davvero nulla da invidiare a KITT o AIRWOLF.

 

 

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