The gift (2000)

The gift_0Nella sua filmografia non possono non essere citati La casa (1981), La casa 2 (1987), L’armata delle tenebre (1992) e Darkman (1990). Se il 1995 è l’anno dell’effettivo cambiamento per quel volpone di Sam Raimi – è l’anno del western circense Pronti a morire – il percorso che lo porterà al primo Spiderman (2002) passa per film di vario genere come Soldi sporchi (1998), bel thriller con Bill Paxton, Briget Fonda e Billy Bob Thornton, e il romantico Gioco d’amore (mamma mia che titolo…) unico vero passo falso nella carriera del regista. Grazie all’insuccesso di quest’ultimo, Raimi torna al cinema con una storia scritta a quattro mani (Billy Bob Thorton e Tom Epperson) rispolverando in parte il genere che lo ha reso famoso. Uscito nel 2000 The gift raccoglie consensi favorevoli di pubblico e critica incassando al botteghino ben 45 milioni di dollari contro una spesa di 10. Nel cast figurano Cate Blanchett, Giovanni Ribisi, Keanu Reeves, Greg Kinnear, Hilary Swank, J.K. Simmons e Katie Holmes, quest’ultima fresca del successo della serie Dawson’s Creek.

Annie Wilson è una giovane madre vedova, in seguito a un’esplosione nella centrale telefonica che le ha portato via il marito. Rimasta sola con tre figli piccoli, Mike, Miller e il piccolo Ben per guadagnarsi da vivere legge le carte ai cittadini di Brixton in cambio di piccole donazioni in denaro o regali. Annie ha davvero il dono di vedere nel futuro e riuscire così a prevedere avvenimenti non ancora accaduti, ma il più delle volte queste visioni sono tremendamente realistiche e violente.The gift_2
Nonostante sia considerata una benefattrice da molte delle persone che si rivolgono a lei, il suo modo di “tirare avanti” è contestato dagli immancabili scettici che non credono nell’esistenza di tali capacità sensoriali; questo le causerà non pochi problemi, specie col violento marito di una delle sue clienti, Donnie Barksdale, che l’accusa di riempire di sciocchezze la testa della moglie e di averle suggerito di lasciarlo. In soccorso di Annie, che riceve minacce da Donnie anche verso i figli, arriva spesso Buddy Cole, un ragazzo che fa il meccanico e consulta Annie per i suoi problemi legati al passato. Buddy è infatti affezionato a lei e ai piccoli e fa di tutto per difenderli. Un giorno, giunge la notizia della scomparsa di una bella e disinibita ragazza di buona famiglia dal comportamento scorretto, Jessica King, la quale sta per sposarsi con Wayne Collins, preside della scuola elementare frequentata dai figli di Annie. Dal momento che Wayne nutre stima per Annie le chiede, assieme al padre di Jessica, di occuparsi del caso e dare una mano con le sue capacità poiché le indagini sono giunte a un punto morto. Annie avrà delle spaventose visioni e dopo aver consultato le carte e aver visto un cancello, uno stagno e dei fiori bianchi, consiglierà di effettuare le ricerche proprio nella proprietà che più assomiglia a ciò che le si è rivelato…

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Se facciamo mente locale sulle tipiche caratteristiche del cinema di Raimi (carrellate veloci, zoom di taglio, rotazioni improvvise, ecc.) e sulle tecniche utilizzate sin dal primo Spiderman, possiamo dire con certezza che The Gift rappresenta il film spartiacque del regista, 111 minuti dove collidono entrambe le scelte. Non possono non essere menzionate la sceneggiatura di Thornton e le ottime interpretazioni di Blanchett, Ribisi e di un inedito Keanu Reeves. La regia di Raimi fa il resto e in questa c’è davvero di tutto. Thornton, che ha preso spunto dalle abilità di sua mamma cartomante, narra la storia in un’America religiosa (quella della Georgia) e rozza, dove la figura di un individuo debole (Annie) che sfrutta le sue capacità paranormali per far del bene e far campare con donazioni i suoi tre figli non è ben vista e, anzi è vittima di insulti e minacce. Questa America, che purtroppo è ancora viva e vegeta, è rappresentata magistralmente dal violento Keanu Reeves da una parte e dall’emarginato Giovanni Ribisi dall’altra, dalla stupida Valerie interpretata da Hilary Swank e dallo scettico sceriffo J.K. Simmons (entrambi saranno presto premi Oscar). Si mettono quindi a confronto le peculiarità di una società malata e l’evento straordinario che le fa scontrare (l’omicidio di Jessica): The gift_3ed è proprio la Jessica di Katie Holmes che rappresenta l’unico neo del film, un’interpretazione blanda e in contrasto con quelle sopracitate. Sebbene restino impresse le scenografie – interne ed esterne – di Neil Spisak e Marthe Pineau, non vale lo stesso per le musiche di Christopher Young, nulla che resti nella mente.
The gift è una delle migliori ghost-story recuperabili, scritto e diretto da due individui che respirano cinema e che hanno sempre ben distinto le opere indipendenti da quelle commerciali. Delicato, violento, sporco, genuino. Ha le sue scene spaventose, ha un peso notevole nel denunciare una società sofferente, ha degli ottimi attori che sanno come mostrarcela.

★★★★☆

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