Il mistero dei templari (2004)

NT_0Si potrebbe affermare che, sin dai tempi di Top Gun (1986), il produttore Jerry Bruckheimer (che per molti anni collaborò con il suo socio Don Simpson prima della sua scomparsa avvenuta durante la produzione di The Rock nel 1996) ha creato una specie di sistema solare cinematografico dove se il nostro Jerry rappresenta la stella registi, sceneggiatori e attori sono pianeti e satelliti che gli ruotano intorno, garantendo quasi sempre un grande un funzionamento perfetto. Nel corso del tempo si sono avvicendati interpreti del calibro di Denzel Washington, Tom Cruise, Will Smith, Gene Hackman, Jon Voight, Robert Duvall, Nicolas Cage, Ed Harris, registi come Ridley e Tony Scott, Gore Verbinski, Michael Bay, Jon Turteltaub. La collaborazione di quest’ultimo con il produttore e gli sceneggiatori (coniugi) Cormac Wibberley e Marianne Wibberley insieme a Jim Kouf hanno dato il via nel lontano 2003 al microcosmo di National Treasure, saga composta da due pellicole e da una serie tv prodotta nel 2022 disponibile su Disney+.
Il primo prodotto uscì per l’appunto nel 2004 con Nicolas Cage assoluto mattatore , Diane Kruger, Justin Bartha, Sean Bean e Jon Voight. All’elevato budget pari a 100M di dollari il box office rispose positivamente con incassi pari a 350 milioni: un buon risultato, non ottimo.
Ne seguì l’inferiore ma sempre divertente National Treasure – Il mistero delle pagine perdute nel 2007, che a conti fatti bissò il successo del capostipite.

Benjamin Franklin Gates proviene da una famiglia di archeologi che hanno passato la vita a cercare il tesoro perduto dei Templari che nessuno credeva esistesse. Il nonno aveva lasciato al nipote un solo indizio su un foglietto: “Charlotte ha in serbo il segreto”. NT_2
Successivamente Gates scopre che Charlotte è una nave che, a causa del cambiamento climatico, non è più nascosta sotto i ghiacci perenni. Organizza, quindi, una spedizione nell’Artide con altri ricercatori tra cui gli esperti Ian Howe e Riley Poole. Nella nave inoltre viene ritrovata una pipa di schiuma che contiene un altro indizio. A questo punto gli altri però incominciano a ribellarsi a Gates quando scoprono che Ben ha intenzione di donare il tesoro in beneficenza ai musei archeologici. Ian, invece, comincia a dimostrarsi senza scrupoli pur di arrivare alla risoluzione del mistero (cercando di convincere Gates a rubare la dichiarazione d’Indipendenza americana). Alla fine Ian e i suoi decidono di rinchiudere Riley (unico rimastogli fedele) e Ben nella stiva della nave, ma riusciranno comunque a sopravvivere.NT_4
Nella caccia al tesoro, ci saranno davvero molti indizi, che i protagonisti troveranno, tutti legati alla massoneria. Con l’amico Poole, Ben Gates si inoltra in una serie di avventure, arrivando anche a rubare la stessa Dichiarazione d’Indipendenza americana che aveva difeso inizialmente e che una ragazza, la dottoressa Abigail Chase, vuole riavere a tutti i costi, ma che finirà poi per accompagnare Gates nel suo viaggio… 

Orribilmente tradotto in italiano con il titolo “Il mistero dei templari”, il film di Jon Turteltaub è una godereccia e sanissima avventura che mescola alcuni ingredienti a noi noti di Indiana Jones ad una modernità che funge da distanziatore dall’universo dell’archeologo con la frusta. A ciò si aggiunge la demarcazione del territorio – National treasure, l’avventura riguarda la storia americana e non gli altri continenti.
Ci sono i bravi mestieranti Trevor rabin e Caleb Deschanel rispettivamente allo score musicale e alla fotografia, questa assai suggestiva specialmente nella parte conclusiva, anche se a mio modesto parere non è all’altezza di quella di Slocombe ne “I predatori”. NT_5
Ciò nonostante al trio Bruckheimer, Turteltaub e Cage va il plauso per aver rilanciato il sottogenere, superando di gran lunga quanto visto nei due Tomb Raider con Angelina Jolie e costruendo una storia ben salda, convincente e senza particolari sbavature.
Per quanto riguarda il cast, oltre al solito Nick Cage per il quale non nutro particolari simpatie da quando gli fecero vincere l’Oscar nel 1996, tutti sembrano funzionare bene, dal voltafaccia Sean Bean al comdey-relief Justin Bartha, la sempre bella Diane Kruger che non fa la bella statuina e partecipa attivamente all’azione, il veterani Jon Voight, che entra in scena verso la metà del film, e l’importante figura di Sadusky interpretato da Harvey Keitel.
Quindi, posso concretamente affermare che National treasure non sarà ricordato per la sua originalità, ma regala puro intrattenimento senza mai staccare il pedale del ritmo.

★★★✬☆

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