La storia fantastica (1987)

Princess bride_0Nel 1973 Rob Reiner probabilmente entrava attivamente nella Hollywood che aveva il difficile compito di distrarre gli americani dalla tragica situazione legata a Saigon. Forse il futuro regista di perle come Misery non deve morire (1990) e Codice D’Onore (1992) senza mai tralasciare commedie del calibro di Harry ti presento Sally (1989) stava anche godendo della sua fama iniziale grazie al suo Michael Stivic in Arcibaldo (1971) e due Emmy in tasca come attore….chi lo sa? Sicuramente non avrà avuto subito modo di leggere un bel romanzo di William Goldman (Butch Cassidy) chiamato La principessa sposa (The princess bride)…eppure Reiner e questo libro avranno modo di conoscersi presto.
Tornato in auge con il suo secondo Tenente Colombo, Peter Falk assieme al giovane Fred Savage appaiono per primi dopo l’apertura del sipario, ma i protagonisti sono ben altri: c’è Cary Elwes che, ha sicuramente un pò sofferto gli anni novanta girando spesso a vuoto, ma si è rifatto col primo indimenticabile Saw (2004); c’è una splendida Robin Wright (ancora non Penn), vincitrice del ruolo principale – che dà anche nome al titolo del film – vincendo il provinco contro Uma Thurman, Meg Ryan, Sean Young, Suzy Amis, Courteney Cox, Alexandra Paul e Whoopi Goldberg; ci sono attoroni come Mandy Patinkin e Chris Sarandon, ci sono anche le partecipazioni molto gustose di Billy Crystal e Carol Kane senza scordare il buon Fezzik del wrestler Andrè The Giant

Nel 2016 viene inserita ufficialmente nella Library of Congress dedicata ai film nella National Registry il film La storia fantastica, una pellicola definita “culturalmente significativa”. Le riprese di questo film iniziano a fine 1986 con esterni tutti appartenenti all’isola britannica con l’uscita prevista ad apertura stagione successiva, settembre 1987. Il film, costato allo stesso Reiner e Andrew Scheinman 16 milioni di dollari, ne incassò 31 a fine corsa: vincerà anche due saturn come miglior fantasy e migliori costumi e vantò una candidatura all’Oscar per la miglior canzone scritta da Mark Knopfler e Willy De Ville.

l piccolo Jimmy è costretto a letto da un’influenza. Suo nonno decide di leggergli qualcosa, non sopportando il fatto che passi tutto il tempo a giocare con i videogiochi.Princess bride_3

La storia narra le vicende di due innamorati, il garzone Westley e Bottondoro. I due si amano di «amore vero», come viene spesso definito durante le vicende, tanto da superare mille disavventure con la consapevolezza di ritornare assieme. Bottondoro lascia partire Westley che va in cerca di fortuna per mare, ma muore dopo lo scontro con il pirata Roberts. Dopo una lunga resistenza Bottondoro accetta di maritarsi con il malvagio principe Humperdinck, pur non essendoci amore tra i due: il principe, infatti, trama contro il regno vicino e medita di ucciderla la prima notte di nozze.
Subito prima delle nozze accade che Bottondoro venga rapita da tre briganti: il “genio criminale” italiano Vizzini, il gigante groenlandese Fezzik e lo spadaccino spagnolo Inigo Montoya. Essi in realtà sono al soldo del principe, che vuole sfruttare l’accaduto per dichiarare guerra ai rivali. I malfattori vengono però seguiti e poi intercettati dal pirata Roberts, che li allontana a uno a uno, finché non riesce a uccidere con un trucco Vizzini. Bottondoro è furente con il pirata, nonostante l’abbia salvata, perché lo ritiene responsabile della morte del suo amato; ma egli all’improvviso si rivela come Westley stesso, e le spiega che dopo essere stato catturato dal pirata Roberts aveva finito per diventare suo amico, vestendo poi i suoi panni quando quest’ultimo si era voluto ritirare a vita privata, come lui stesso aveva fatto con il pirata Roberts che l’aveva preceduto.
I due innamorati riescono a superare incolumi la terribile foresta incantata ma alla fine vengono catturati dal malvagio principe e dai suoi scagnozzi.
Bottondoro accetta quindi di sposare Humperdinck per salvare l’amato, il principe però cattura Westley e lo tortura a morte…Princess bride_4

I tempi della distribuzione italiana, il compito del disegnatore di poster, il grande Casaro, era quello di far apparire questo film come un sequel o qualcosa del genere del film “La storia infinita”(1984): titolo simile e stesso font dicono già tutto. Ma vabbè…
The princess bride è una favola della buonanotte resa nel miglior modo possibile da un regista che ha insegnato cinema ed ancora oggi, troppo sottovalutato. Se noi oggi possiamo testimoni della galoppata trionfante di titoli come Il signore degli anelli, Game of thrones, Lo Hobbit, senza dimenticare la magia di Harry Potter, molto lo dobbiamo a questa pellicola, che ha posto le basi per il rilancio di un genere già avviato proprio con le avventure di Bastian e Atreyu di Petersen o il Legend di Scott, ma portando il tutto ad un livello superiore. Può vantare anche di quell’umorismo che ha reso celebre la saga di Star Wars, il fattore che permette di stemperare rapidamente e più volte una situazione disperata in un dimensione a noi sconosciuta e perduta nel tempo….chiaro, no?
Si tratta di un tentativo di contatto fra la generazione che ha vissuto i libri di avventura e la generazione figlia dei videogame che quei libri disprezza o non ne tiene conto; tutto il film (ma prima di tutto il romanzo di Goldman) ha questo segreto obiettivo.
Princess bride_5La somiglianza fra Elwes e Errol Flynn ha, a mio modesto parere, reso tutto più appetibile e la parte comedy della carriera di Reiner è facilmente accostabile ad un attore tendenzialmente affascinante ma divertente. Probabilmente le interpretazioni più degne di nota sono quelle di Sarandon e Patinkin ma anche quella della semi esordiente Robin Wright resta impressa. Simpatico anche il piccolo spazio per la Kane e Crystal, praticamente irriconoscibili nei ruoli di Max e Valerie È la figura di riferimento di questa fiaba molto divertente più che avventurosa ma il mix funziona; certamente meno le continue narrazioni riprese dal nonno che vanno a smorzare il fascino della landa sconosciuta.
È tutto un gran carosello, pieno di buoni sentimenti e una bella fotografia, nulla di più: ma tutta la macchina lavora bene senza incepparsi come il Montoya di Patinkin.
Inizialmente il film di Reiner non fu accolto calorosamente ma si rifarà in seguito. Tutti (o quasi) sappiamo che è un gran pezzo di nostalgia.

★★★✬☆

2 risposte a "La storia fantastica (1987)"

  1. Questo a mio avviso era un grande film d’avventura per ragazzi. Ovviamente non era perfetto, non era un capolavoro, ma era un film che ti faceva percepire quel senso di meraviglia e di avventura e sono proprio queste sensazioni che mi hanno sempre affascinato de La storia fantastica. Ammetto che mi hai fatto venir voglia di rivederlo.

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