Ritorno al futuro (1985)

ritorno-al-futuroRitorno al futuro sta al cinema come Roberto Baggio sta al calcio: non è solo divertente, divertentissimo cinema…in una sola parola è il cinema. Ci sarebbe poco da dire per quello che alcuni definiscono un vero e proprio pilastro della fantascienza, uno tra i film più importanti di sempre perché oltre a contenuti di fantasia, esso contiene storie di persone, racconta storie umane e parla di emozioni, non con effetti speciali (straordinari anch’essi), ma con indimenticabili primi piani e battute scolpite nella mente della gente. Ritorno al futuro è nostalgia pura. Bob Gale, sceneggiatore di professione, aprì un baule nella soffitta della casa dei suoi genitori in un tranquillo weekend nella fine degli anni ’70 e scoprì che suo padre era stato capoclasse. Tornato a casa, immaginò se lui e suo padre fossero stati compagni di scuola: da questa idea, Gale iniziò a costruire una storia intorno a questo punto centrale e propose il tutto al suo amico Robert Zemeckis, regista quasi senza lavoro e in cerca di una storia da proporre per risollevare il suo curriculum. Grazie al suo Steven Spielberg e dopo aver tentato di far accettare il primo copione alla Disney, il progetto chiamato curiosamente Back to the future, venne proposto alla Universal e venne accettato…con qualche dubbio.

Si sembra una cosa strana ma come per gli altri articoli devo scrivere la trama…Hill Valley, California, ottobre 1985. Marty McFly (Michael J.Fox) è un 17enne sveglio e fidanzato con la bella Jennifer, una vita tutta in ritardo, una famiglia con una madre mezza alcolizzata, un padre decisamente imbranato e sottomesso e i suoi due sfigati fratelli maggiori. Marty vorrebbe diventare una rockstar ma i provini con una band eseguiti sul palco della sua scuola non vanno bene e così nizia a perdere sicurezza in se stesso. Una sera, il suo anziano amico Doc Brown (Christopher Lloyd), gli da appuntamento in un parcheggio per mostrargli l’esperimento al quale ha lavorato per una vita intera. Doc Brown, scienziato un pò toccato, ha infatti creato una macchina del tempo con un’automobile moderna (una DeLorean…mi sento uno stronzo…), la quale all’interno ha un congegno chiamato flusso canalizzatore che filtra energia accumulata tramite un sofisticato sistema a base di benzina e plutonio: raggiunta la velocità di 88 miglia all’ora, l’automobile raggiunge la destinazione prefissata.

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Il plutonio che serve a Doc è stato da lui rubato ad un gruppo di libici terroristi, che lo riescono a trovare e, proprio durante l’esperimento, lo uccidono sotto gli occhi di Marty. Il ragazzo sconvolto non ha il tempo nemmeno di piangerlo e fugge sulla macchina per non farsi uccidere anche lui, ma nella corsa scompare e si ritrova nello stesso posto il 5 novembre del 1955. Dopo aver pensato più volte di essere in un incubo, incontra prima suo padre, poi sua madre e in entrambi i casi nasconde la sua identità. Senza sapere come tornare a casa prova dall’unica persona che può aiutarlo: Doc infatti è a casa sua lavorando su strani marchingegni. Marty gli dice di venire dal futuro, ma solo dimostrando che in quella sera il suo amico aveva inventato il flusso canalizzatore, come raccontatogli prima di morire, l’uomo gli crede. Oltretutto vede la macchina del tempo, ben nascosta dal ragazzo, e preso da una scarica d’entusiasmo, decide di aiutare il giovane del futuro a tornare a casa.

Mi fa ridere dover riassumere in poche parole la storia di Ritorno al futuro, dato che se da una parte ci sarebbero tante cose da dire, dall’altra, come detto sopra, c’è davvero poco da dire. La fantascienza incontra i veri valori umani e, anche se si vuole rendere più concreto possibile il sogno americano, c’è un viaggio nel tempo da affrontare e rimediare agli errori del passato. Ritorno al Futuro ha dato nuova linfa vitale al genere della fantascienza moderna facendo diventare Marty e Doc, non solo le icone del genere negli anni 80, ma riuscendo in qualcosa di molto più difficile. noroads-hqNel 2015, durante la conferenza del trentennale del film, Bob Gale, Robert Zemeckis, Steven Spielberg, tutto il cast presente compreso il tremolante Michael J. Fox affetto da anni dal morbo di Parkinson,hanno dichiarato che ancora oggi questa storia risulta incredibilmente moderna. Continuo a ripetere dopo anni che un amante della fantascienza che non ha visto mai Ritorno al futuro e non ne sa nulla a riguardo (dubito che esistano persone del genere), è terribilmente fortunato…

Ritorno al futuro vinse un Oscar per il miglior sonoro nel 1986. Nei venti anni successivi ha conquistato molto più di quanto si potesse inizialmente immaginare.

★★★★✬

7 risposte a "Ritorno al futuro (1985)"

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