La Cosa (1982)

La cosaDopo il successo di Halloween – la notte delle streghe (1978) e 1997 – Fuga da New York (1981) passando per il sottovalutato The Fog (1980), John Carpenter riporta sullo schermo il racconto fanta-horror di John W. Campbell “Who goes there?” del 1938 dopo la trasposizione del maestro Howard Hawks con il film “La cosa da un altro mondo” del 1951, caposaldo della fantascienza nel suo primo periodo d’oro. Una grande sfida per il regista, soprattutto per due ragioni: la prima riguarda il temuto confronto con l’altro grande film di fantascienza diretto dal collega Steven Spielberg che porterà sullo schermo in quel 1982 E.T. – L’extraterrestre, la seconda il rischio di emulare in parte Alien di Ridley Scott (1979) con l’unica eccezione di ambientarsi sulla terra e non nello spazio. Carpenter, che poteva contare sulla collaborazione dei maestri degli effetti speciali di Rob Bottin, Roy Arbogast e Albert Withlock e su un cast di alto livello, non ottenne inizialmente il successo sperato: con un budget di ben 15 milioni di dollari ne incassò 19 in patria e quasi 2 miliardi di vecchie lire in Italia. L’insuccesso del film fu causato dal dominio assoluto del concorrente E.T., una delle pellicole più prolifiche della storia della fantascienza. Nel corso del tempo, La cosa, recuperò molto terreno sul mercato home-video. Oltre ad essere considerato un cult-movie del fanta-horror è anche il primo capitolo della cosiddetta “Trilogia dell’apocalisse”, a cui fanno seguito Il signore del male (1987) e Il seme della follia (1995).

Antartide, 1982. La quiete della base scientifica statunitense U.S. Outpost #31 viene interrotta dall’arrivo di un elicottero partito da una remota stazione di ricerca norvegese, che sta inseguendo un cane di razza siberian husky, per ucciderlo a fucilate. Gli occupanti della base assistono sgomenti alla scena che si conclude con l’esplosione dell’elicottero, colpito per sbaglio da una granata che uno dei norvegesi intendeva lanciare contro la preda. Il norvegese superstite, incapace di farsi capire dagli americani, cerca ancora di sparare al cane, ma colpisce per sbaglio uno dei componenti del team; ne nasce un conflitto a fuoco, e il norvegese viene ucciso. La cosa_4Il team statunitense, guidato dal comandante Garry e composto dal pilota R.J. MacReady, il medico Copper, i biologi Blair e Fouchs, il meteorologo George Bennings, il geologo Norris, l’addetto alla radio Windows, i meccanici Childs e Palmer, l’addetto ai cani Clark e il cuoco Nauls, non capisce cosa stia succedendo e decide di indagare sulla provenienza dell’elicottero.
MacReady e Copper arrivano alla base norvegese, trovandola deserta e ridotta in macerie. All’interno scoprono il cadavere di un suicida, documentazione sulle operazioni svolte dalla base, e un grande blocco di ghiaccio, scavato e vuoto, che lascia presagire l’esistenza di una creatura rimasta ibernata per millenni prima di venire estratta dai ricercatori norvegesi. Una volta usciti, rinvengono inoltre il ripugnante corpo carbonizzato di una creatura non identificata, con due teste fuse insieme, e decidono di portarlo alla base. Blair ne esegue un’autopsia, rivelando che possiede degli organi interni normali.
Nel frattempo l’husky sopravvissuto viene lasciato libero di vagare nella base americana, finché, a seguito della scoperta misteriosa nella distrutta base norvegese, non si decide di rinchiuderlo per precauzione nel canile, insieme agli altri husky della base. Una volta nella gabbia, il cane si trasforma in una creatura mostruosa, assale i cani e li uccide brutalmente. MacReady richiama l’attenzione di tutti attivando l’allarme antincendio e Childs prova a uccidere il mostro con un lanciafiamme, ma riesce solo a bruciarne metà, mentre l’altra parte della creatura sfonda il soffitto e sfugge via. I resti vengono esaminati da Blair, il quale avanza l’ipotesi che si tratti di un alieno che imita alla perfezione le altre forme di vita, grazie alle sue cellule che inglobano quelle delle creature terrestri.
Blair interroga un computer sui rischi di contagio e sopravvivenza dei membri della base, ricevendo delle risposte poco rassicuranti (ad esempio che se l’alieno fosse andato nella civiltà, avrebbe potuto infettare l’intero pianeta in breve tempo) e, per tale ragione, perde il controllo e distrugge tutti gli strumenti per comunicazioni radio a colpi di ascia, poco prima che i suoi colleghi lo immobilizzino e lo rinchiudano in un piccolo magazzino esterno. A questo punto il gruppo guarda un video rinvenuto nella base norvegese e scopre che gli scienziati stavano conducendo una ricerca su un’astronave aliena, precipitata lì diverse migliaia di anni prima. La cosa_3MacReady si dirige con Norris e Fouchs al disco volante danneggiato; nelle vicinanze viene anche trovato un buco nel ghiaccio da cui è stato estratto con ogni probabilità il blocco analizzato nella base norvegese, evidentemente con all’interno l’alieno sfuggito all’esplosione della sua astronave.
I resti del cadavere mutato rinvenuto alla base norvegese vengono spostati immediatamente in un magazzino con l’obiettivo di tenerli a distanza dagli uomini, ma durante lo spostamento Bennings viene aggredito dalla creatura ancora viva, che ne assume le sembianze. Tale metamorfosi viene però notata dai compagni, che riescono ad attirare la creatura all’esterno e a distruggerla quando non ha ancora assimilato totalmente Bennings.
La caratteristica di assumere le sembianze altrui genera diffidenza tra le persone della base, che non possono sapere con certezza chi sia stato contagiato dal mostro e chi no…

La pellicola di Carpenter oltre a mantenere una tensione elevatissima, dimostra di rivelarsi decisamente più attinente al racconto di Campbell, visto che la trasposizione di Hawks vedeva il gruppo di uomini fronteggiare l’alieno unendo le proprie forze: qui, grazie anche alla perdita del buonismo anni ’50, “la cosa” è capace di sgretolare le certezze del gruppo e di mettere gli uni contro gli altri, il singolo individuo teme che il suo compagno possa essere stato contagiato e, questo sospetto aumenta appunto il thrilling fino ad un inquietante finale. C’è da dire quindi che sebbene il conflitto appaia inizialmente come una battaglia fra essere umano e alieno, Carpenter sposta pian piano l’attenzione sulla diffidenza dell’uno verso l’altro. La cosa_2 bisGrazie ad un lavoro eccellente Rob Bottin ci regala delle sequenze ancora straordinarie, dove domina lo splatter e in cui le creature surreali risultano ad oggi visivamente fastidiose. Probabilmente è, assieme a La mosca di Cronenberg (1986), il miglior splatter movie hollywoodiano ad alto budget.
Oltre a quanto detto il cast riempie degnamente gli spazi vuoti: a partire da un barbuto Kurt Russell passando per Wilford Brimbley, Keith David, T.K. Carter, Donald Moffat, Richard Masur, Charles hallahan, David Clennon e Adrienne Barbeau (solo voce). A differenza dei suoi film le musiche sono affidate ad Ennio Morricone, peculiarità che si rivela probabilmente dannosa per il lavoro completato poichè spesso le sonorità del compianto maestro non sembrano andare a braccetto con il montaggio, motivo per cui conquisterà la sua prima candidatura ai Razzie Awards. Suggestiva la fotografia di Cundey, solito collaboratore del regista proprio come la scenografia di Lloyd.
Insomma se il 1982 vede l’atterraggio sulla Terra di un tenero alieno come E.T., la visione buonista e classica di Spielberg si scontra con la cruda disavventura narrata da Carpenter, artista ateo, pessimista e che non ha sempre riscontrato pareri favorevoli sia di pubblico che di critica.
La cosa resta comunque uno dei tasselli principali del mosaico di genere, considerato nel corso del tempo uno dei più spaventosi fanta-horror mai concepiti e difficili da dimenticare, sicuramente in anticipo rispetto alla fantascienza che verrà in quegli anni, genere per cui Carpenter dedicherà il tempo per altri due titoli da annoverare quali Starman del 1984 e Essi Vivono del 1988.

★★★★☆

3 risposte a "La Cosa (1982)"

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